“La forza della partecipazione” è lo slogan scelto per l’ottava edizione della Giornata Nazionale RSU e delegati Cisl Scuola, tradizionale appuntamento che segna, con l’organizzazione di incontri in tutto il territorio nazionale, la ripresa delle attività sindacali a livello di istituto nel nuovo anno scolastico. La Giornata 2023 per le province di Treviso e Belluno si svolgerà giovedì 7 settembre a partire dalle 9 al Cerletti di Conegliano e vedrà gli interventi di Lorella Benvegnù e Sandra Biolo, segretarie generali della Cisl Scuola Belluno Treviso e del Veneto, di Massimiliano Paglini, segretario generale della Cisl Belluno Treviso, della coordinatrice RSU territoriale Maria Giovanna Gaetano e di una sessantina fra delegati e delegate sui 125 eletti nelle due province (75 nella Marca e 50 nel Bellunese).L’iniziativa è la prima di una serie di incontri di formazione che la Cisl Scuola territoriale organizza annualmente per i suoi delegati sia su tematiche inerenti al compito delle RSU sia su questioni legate alla normativa scolastica e alle novità che interessano il mondo della scuola. Quest’anno l’attenzione si concentrerà anche sulla legge di iniziativa popolare sulla partecipazione, che sarà presentata dal segretario generale Paglini, sulle novità previste nel nuovo CCNL, sottoscritto lo scorso 14 luglio al termine di un lungo negoziato, sulle ricadute che avrà sulla contrattazione d’istituto e infine sull’avvio dell’anno scolastico in Veneto, previsto per il 13 settembre. “La Giornata RSU – sottolinea la segretaria generale della Cisl Scuola territoriale LorellaBenvegnù – è un modo per ribadire quanto sia fondamentale un’attiva presenza del sindacato nei luoghi di lavoro, ma anche un modo per promuovere la più ampia partecipazione a sostegno della massima efficacia dell’azione sindacale espressa nei ruoli di rappresentanza e nelle relazioni a livello di istituto. Gli incontri con i delegati rappresentano un momento importante di confronto, formazione e aggiornamento alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico”. Avvio dell’anno che ripresenta gli stessi problemi di sempre, secondo la Cisl Scuola. “Purtroppo – dice Benvegnù – assistiamo da anni a un progressivo smantellamento della scuola pubblica accompagnata da una crescente precarizzazione del personale, sia docente che amministrativo. Nelle due province di Treviso e Belluno, circa il 60% dei posti disponibili fra i docenti viene coperto da immissioni in ruolo, il resto va ai supplenti. La rigidità sulle nomine è esagerata e inutile: si attinge solo da concorsi e il risultato è che si deve necessariamente ricorrere ai supplenti perché le graduatorie non sono sufficienti a coprire tutti i posti necessari”. Il risultato è che nella Marca quest’anno ci sono state 546 immissioni in ruolo di docenti e ben 2.300 insegnanti precari chiamati per coprire, anche con orari “spezzettati” gli oltre 800 posti rimasti vacanti per carenza di docenti nelle graduatorie. Stesso problema nel Bellunese, con 263 immissioni in ruolo e circa 800 supplenti annuali a coprire i 280 posti liberi. Non va meglio al personale Ata, dove sistematicamente viene messo in ruolo appena metà del fabbisogno. A Treviso su 550 posti liberi sono state fatte 168 assunzioni: gli altri 382 posti sono andati a precari. A Belluno le assunzioni sono state 60 a fronte di una necessità almeno tripla. “Gli organici non soddisfano necessità anche basilari delle scuole, come la garanzia delle pulizie e della sorveglianza – sottolinea Benvegnù – tanto che la Cisl chiede da tempo di aumentare il personale con i fondi del Pnrr. Va detto che le graduatorie Ata, a differenza di quelle dei docenti, sono piene, ma non vengono date le autorizzazioni alle assunzioni: i Governi coltivano il precariato, per risparmiare. Questa è la verità”. Drammatica anche la situazione dei Dsga(direttori dei servizi generali amministrativi), che sono sempre meno: a Treviso, che conta 104 scuole, 60 sono quelli di ruolo quindi a tempo indeterminato, tutti gli altri sono “facenti funzione”; a Belluno 12 di ruolo sul totale di 35 scuole. “La situazione è grave – spiega Benvegnù – perchè i direttori gestiscono i fondi del Pnrr e dovrebbero quindi avere una formazione specifica”. Infine i dirigenti: nella Marca il 15% è reggente in più scuole, nel Bellunese il 22%. “La sintesi è che mancano figure in tutti i profili per cui si è costretti a ricorrere al precariato o alle reggenze per le figure apicali – conclude Benvegnù -. Al di là dei proclami, stiamo assistendo a un progressivo e consapevole smantellamento della scuola dove non vediamo alcuna volontà a stabilizzatore i lavoratori, siano essi insegnanti, dirigenti, direttori dei servizi, personale amministrativo e tecnico, collaboratori scolastici, tutte figure che, nonostante tutto, mandano avanti la scuola in Italia, lavorando ogni giorno con dedizione, competenza e passione”.
Veneto. “La forza della partecipazione”. Giovedì 7 settembre al Cerletti di Conegliano l’ottava giornata RSU e delegati della Cisl Scuola
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