Dopo un confronto durato un anno, oggi martedì 5 marzo, è stato firmato a Roma da Cisl Fp e Fisascat Cisl unitamente a Fp Cgil, Uil Fpl e UilTucs, il rinnovo del contratto collettivo della cooperazione sociale, che impiega oltre 400.000 addetti in tutta Italia e più di 9 mila addetti solo nelle province di Belluno e Treviso. Il via libera da parte dei lavoratori era già stato acquisito nel corso delle assemblee tenutesi nei posti lavoro.
“Un contratto che si inserisce nel tessuto socio-economico del nostro territorio, essendo trasversale un po’ a tutti i settori produttivi, con particolare riferimento ad ambiti delicati quali il socio-sanitario-assistenziale e quello educativo, e che finalmente riconosce dal punto di vista economico lo sforzo e l’abnegazione del personale formato da un esercito di addetti che spesso operano nell’assistenza di minori, anziani e disabili, in un settore che spesso è legato agli appalti pubblici”, dichiara Mario De Boni, segretario generale della Cisl Fp Belluno Treviso.
In quest’ottica di valorizzazione economica, il nuovo contratto, che avrà validità per tre anni, prevede un aumento tabellare, calcolato sul livello C1, a regime di 120 euro in tre tranche di cui la prima di 60 euro con decorrenza da febbraio 2024, 30 euro da ottobre 2024 e infine 30 euro da ottobre 2025 che si traducono in un incremento dello stipendio pari all’8,45%, ossia 120 euro al mese una volta a regime.
Positiva anche l’introduzione della quattordicesima mensilità inizialmente nella misura del 50%, che inizierà a maturare dal primo gennaio 2025, così come l’aumento della quota relativa all’assistenza sanitaria integrativa da 5 a 10 euro, l’integrazione da parte del datore di lavoro della maternità obbligatoria fino al 100%, l’incremento al 25% della clausola di stabilizzazione per il personale a tempo determinato, la costituzione di uno specifico osservatorio paritetico a livello nazionale e regionale su congruità, trasparenza e legalità degli affidamenti. Infine, in linea con altri contratti nazionali, viene riconosciuto il tempo previsto per la vestizione-svestizione pari a 15 minuti.
“Abbiamo potuto contare su una piattaforma che ha creato una base di partenza per sottoscrivere un contratto solido, con aumenti retributivi, ampliamento delle tutele e soprattutto competitivo per il mercato del lavoro: crediamo che il giusto salario e la valorizzazione delle professioni sia un elemento imprescindibile e necessario per riconoscere il lavoro svolto con professionalità dalle tantissime lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono assistenza con doti umane non sempre valorizzate”, dichiara Patrizia Manca, segretaria generale della Fisascat Cisl Belluno Treviso.
Veneto. Rinnovato il Ccnl delle cooperative sociali: aumenti medi di 120 euro al mese a regime nell’arco di un anno e quattordicesima mensilità
Veneto. Rinnovato il Ccnl delle cooperative sociali: aumenti medi di 120 euro al mese a regime nell’arco di un anno e quattordicesima mensilità
IN PRIMO PIANO
Caporalato. Fumarola: «Non esiste integrazione senza diritti. Il lavoro regolare e la scuola sono le vere infrastrutture della legalità»
«Non esiste integrazione senza diritti. Non esiste inclusione senza lavoro regolare. Non esiste sicurezza quando prosperano sfruttamento, lavoro nero, caporalato e ricatto». Lo ha dichiarato la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo oggi...
ATTUALITÀ
Decreto Primo Maggio. Fumarola: «Emendamento relatori a Dl lavoro sbagliato e inefficace. Rischia di trasformarsi in pasticcio, anche interpretativo»
«Sbagliato nelle intenzioni, inefficace nella forma. L'emendamento dei relatori al decreto primo maggio rischia di trasformarsi in un pasticcio, anche interpretativo, di cui nessuno davvero sente il bisogno». Lo ha affermato la segretaria generale della Cisl, Daniela...
IN EVIDENZA
Meloni. Fumarola: «Frasi rivolte in Aula alla Premier vergognose. Violenza sessista inaccettabile che nulla ha a che vedere con il confronto democratico»
«Le frasi rivolte in Aula alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono vergognose. Richiamare l’immagine delle ‘ginocchiere’ per delegittimare il percorso umano, politico e professionale di una donna rappresenta una violenza sessista inaccettabile che nulla ha a...






