Il rapporto di lavoro pubblico ha un suo percorso legislativo e per stessa ammissione del Governo il Jobs act riguarda solo il lavoro privato. La preoccupazione principale non è se la riforma si applica o no al pubblico impiego, ma come si stabilizzano le decine di migliaia di lavoratori precari nelle pubbliche amministrazioni e nella scuola. Il punto decisivo della riforma è se il nuovo contratto a tutele crescenti assorbirà tutte le forme di precariato così diffuse nel paese; dai finti collaboratori agli associati in partecipazione, dalle finte partite Iva ai lavoratori a chiamata. Se ciò avverrà per circa un milione e mezzo di persone che si trovano nella precarietà più assoluta , si tratterà di un passo in avanti . In caso contrario avremo solo un ulteriore contratto precario.
«Nelle piazze con le nostre proposte. Senza scioperi preventivi» – Intervista a Daniela Fumarola su “Avvenire”
«Lo sciopero è l'ultima istanza, non un rito identitario da celebrare sulla pelle di lavoratori provati dal carovita. Noi manifestiamo...











