14, settembre 2015. “La Sige ci ripensi, faccia un passo indietro. E per salvaguardare il valore economico e culturale della testata, la ceda in comodato d’uso con gli impianti, a giornalisti e lavoratori che volessero rilevarla. O a eventuali investitori esterni”. Così Cisl e Fistel siciliane, in un duplice appello: alla proprietà di Antenna Sicilia, la Tv catanese che da oltre 35 anni produce e trasmette informazione e programmi d’intrattenimento in tutta la Sicilia. E al Parlamento e al governo regionali affinché “finalmente” sia varata una legge a sostegno del sistema siciliano dell’editoria e dell’informazione.
La Sige, la società nel portafoglio della famiglia catanese Ciancio, ha avviato nel luglio scorso le procedure per licenziare 16 dipendenti su 24. Punterebbe ad azzerare la redazione giornalistica e a svuotare di tecnici e operatori gran parte dell’organico, rinunciando a ogni attività di produzione. “Abbia a cura la testata, il suo patrimonio di competenze e di cultura. E il destino dei lavoratori che in oltre 35 anni hanno fatto la ricchezza dell’emittente nel panorama regionale”, invocano Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia e Giuseppe Tomasello, segretario della Fistel regionale. Per la Cisl, “se l’obiettivo è di tipo meramente economico-aziendale, non è necessario battere la strada della dismissione e dell’acquisto all’esterno di format e Tg”. Si può centrare anche con la cessione in comodato d’uso di testata e impianti. “Con il vantaggio che si eviterebbe così la sconfitta per la democrazia e per la società, che~è sempre la chiusura di un’esperienza editoriale”.
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