Calabria, 17 maggio 2018. Il 18 maggio p.v. nella sala sant’Anna del provveditorato di Reggio Calabria Spirito Santo, sarà presentata l’idea progettuale di contrasto al dissesto idrogeologico. Lo slogan “ l’impiego della pietra in opere d’ingegneria naturalistica per un rammendo della terra”, ha come obiettivo principale quello di monitorare, sulle fragilità, la fascia collinare dell’intera area della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Una nuova visione e forma di contrasto all’odioso fenomeno del dissesto, che porti l’attenzione istituzionale e politica sullo stato delle nostre colline, oggi prevalentemente abbandonate a seguito di un eccessivo spopolamento, con comunità che invecchiano e giovani che vanno via per mancanza di opportunità di lavoro. Si organizza un confronto, con un ampio coinvolgimento di tutti i soggetti che a vario titolo possono contribuire al completamento dell’idea e al perfezionamento per l’avvio concreto dei lavori di ripristino dello stato dei luoghi. Indichiamo gli Enti che dovrebbero gestire la ricostruzione e i soggetti Istituzionali, e non, affinché possano alimentare e sostenere la realizzazione del progetto, posto che si prefigge di rivedere alcune strategie per l’entroterra e tutte le aree marginali. Pensiamo di mettere, al servizio del territorio, competenze e vedute diverse per innovare e andare verso una coerente riqualificazione nel rispetto di tutto ciò che costruisce prospettive senza distruggere. Rispetto dell’ambiente, interventi compatibili, mantenimento e miglioramento della biodiversità, è la via maestra da seguire. L’individuazione del rifacimento dei muri a secco è una via equilibrata e sperimentata, rispettosa di quanto la natura, attraverso quel miracoloso processo di rigenerazione, ancora ci riserva. Una via che va perfezionata, sia sul versante dell’annovero della manodopera occorrente, dopo adeguata formazione attraverso i cantieri scuola previsti; mediante un possibile ricambio generazionale nel tradizionale settore della forestazione, che costantemente invecchia e tende verso la definitiva chiusura, sia nel discernimento delle procedure da adottare per meglio organizzare l’intervento nella proprietà privata. Inoltre, c’è da considerare il possibile orientamento a questa tipologia progettuale di quei soggetti svantaggiati economicamente e idonei, oggi percettori del REI, organizzati e presenti in diversi comuni dell’entroterra, di questa Città Metropolitana. Le finalità, ultime di questo progetto devono poter produrre dei risultati concernenti la mitigazione al dissesto idrogeologico, dopo aver rammendato pezzi cadenti di territorio collinare, nonché il riutilizzo del terrazzamento recuperato; prevedendo in aggiunta alla coltivazione tradizionale, la creazione di apposite oasi della biodiversità, mediante pertinente piantumazione, adatta all’allevamento delle api, sia per produrre miele sia per rigenerare gli sciami, costantemente danneggiati per l’ eccessivo uso di prodotti chimici. Su quest’ultima parte i giovani possono impegnarsi e diventare soggetti protagonisti, creando buone opportunità di lavoro senza dover lasciare la propria terra.
Calabria. Piscioneri (Cisl): “Contrastare il dissesto idrogeologico”
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