“L’Italia non può assolutamente perdere la produzione di acciaio e migliaia di posti di lavoro. Sarebbe una follia fermare gli impianti a settembre per una questione di carattere legale, che pur essendo un tema importante, rischia di apparire come un pretesto, visto anche l’atteggiamento dell’azienda che in maniera unilaterale ha collocato in cassa integrazione ben 1400 lavoratori. Arcelor Mittal deve dimostrare nei fatti senso di responsabilità. I toni ricattatori o alzare polveroni servono solo ad esasperare gli animi ed aumentare le legittime preoccupazioni dei lavoratori. Ma altrettanta responsabilità deve arrivare dal Governo ed in particolare dal Ministro dello Sviluppo Di Maio che è il garante dell’accordo con Arcelor Mittal e quindi ha il dovere di intervenire in maniera chiara. Si può e si deve trovare una soluzione con il confronto tra Governo, aziende e sindacato. I lavoratori e la comunità di Taranto non possono continuare a pagare ancora una volta per l’irresponsabilità delle imprese e delle scelte della politica”.
Ilva. Sbarra: “Da Arcelor e da Governo serve senso di responsabilità”
Ilva. Sbarra: “Da Arcelor e da Governo serve senso di responsabilità”
“L’Italia non può assolutamente perdere la produzione di acciaio e migliaia di posti di lavoro. Sarebbe una follia fermare gli impianti a settembre per una questione di carattere legale, che pur essendo un tema importante, rischia di apparire come un pretesto, visto anche l’atteggiamento dell’azienda che in maniera unilaterale ha collocato in cassa integrazione ben 1400 lavoratori. Arcelor Mittal deve dimostrare nei fatti senso di responsabilità. I toni ricattatori o alzare polveroni servono solo ad esasperare gli animi ed aumentare le legittime preoccupazioni dei lavoratori. Ma altrettanta responsabilità deve arrivare dal Governo ed in particolare dal Ministro dello Sviluppo Di Maio che è il garante dell’accordo con Arcelor Mittal e quindi ha il dovere di intervenire in maniera chiara. Si può e si deve trovare una soluzione con il confronto tra Governo, aziende e sindacato. I lavoratori e la comunità di Taranto non possono continuare a pagare ancora una volta per l’irresponsabilità delle imprese e delle scelte della politica”.
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