Roma, 7 febbraio 2020. “Il dato Eurostat di oggi per cui l’importo delle pensioni delle donne in Italia è inferiore del 32% rispetto agli uomini, è ben noto e non fa che confermare quanto il sindacato sostiene da anni”.’ Lo sottolinea la Cisl in una nota. “È risaputo che questa palese differenza dipende dalla maggiore difficoltà delle donne ad accedere al mercato del lavoro, dalla più elevata fragilità delle carriere lavorative e anche dalla difficoltà di conciliare vita e lavoro. Ce lo ripetono da anni le statistiche, ma ancora troppo poco si fa per scalare davvero questa montagna. E la cosa ancora più grave è che le donne hanno pensioni più basse pur andando in pensione più tardi. Abbiamo segnalato al Ministro del lavoro al tavolo sulla previdenza anche la necessità di tutelare meglio le donne dal punto di vista pensionistico. Questo lo si fa con varie misure: valorizzando i lavori di cura, in prevalenza svolti dalle donne; eliminando le soglie economiche imposte dal sistema contributivo per andare in pensione; riconoscendo un anticipo sulla pensione di 12 mesi per figlio. Accanto a ciò anche una prestazione come la pensione contributiva di garanzia per i giovani e per coloro i quali hanno contributi solo dal 1996 in poi e avrà una pensione contributiva molto bassa, modulata sugli anni lavoratori e sui periodi valorizzati, potrà essere utile anche a molte donne.”
Pensioni. Cisl: “Da Eurostat una conferma su importi più bassi del 32% per le donne rispetto agli uomini”
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