Taranto, 17 novembre 2020 – Alla vigilia dell’incontro in Regione Puglia sulla internalizzazione dei servizi, programmato a Bari per il 18 novembre, la Segreteria territoriale CISL FP si fa interprete dell’emozione derivante dall’ennesima morte di un operatore del servizio 118, nel foggiano.
Tensione, rabbia e paura dei dipendenti e volontari si alternano, in queste ore, animando l’attesa per gli esiti di detto incontro.
Sono migliaia gli operatori del 118 che in Puglia rischiano la vita ogni giorno, nell’intento di fronteggiare l’emergenza in corso; e fa specie che, in molti casi, essi lo fanno senza le tutele che la legge riserva alla generalità dei dipendenti pubblici e privati.
Le immagini dell’emergenza avvolgono il mondo intorno a noi e hanno in comune i volti stremati degli autisti soccorritori del 118, oltre ovviamente a quelli del personale sanitario, medico e non.
Questi “lavoratori-ultimi” sono pervasi dallo sgomento di fronte all’inerzia della politica e della Asl che, ancora, indugiano di fronte ai volontari costretti a turni di 15 o 16 ore, senza straordinari.
E non è retorico sottolineare il dramma di chi tra loro ha contratto il virus (almeno 15 operatori nella sola provincia ionica), costretto alla quarantena senza sostegno sociale e probabilmente redarguito pubblicamente per un presunto cattivo utilizzo dei D.P.I..
Alla delegazione pubblica regionale consegniamo l’appello di tutti gli operatori del Servizio 118 di Taranto, affinché metta a disposizione le risorse finanziarie necessarie per la loro internalizzazione.
Alla Asl di Taranto rinnoviamo la richiesta di avvio immediato delle procedure di internalizzazione del Servizio 118, convocando le OO.SS. con la predisposizione del relativo piano economico, reiterando nel contempo la richiesta avanzata dalla CISL FP qualche giorno fa, di produrre l’elenco degli operatori impiegati.
Per non dimenticare!
Puglia. Taranto Brindisi, tensione dopo l’ennesima morte di un operatore del 118
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