“Con la chiusura della sperimentazione di quota 100 si apre una prospettiva che dobbiamo assolutamente scongiurare quella di un salto di 5 anni per l’accesso alla pensione. Una prospettiva inaccettabile”. Così il Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra intervenuto questa sera al Tg2 Post. Dobbiamo creare da subito misure di flessibilità in uscita dal mercato del lavoro da 62 anni; pensiamo che 41 anni di contributi servano per godersi il sacrosanto diritto alla pensione e negoziare la pensione di garanzia per giovani e donne, incentivare l’adesione alla previdenza complementare e allargare il perimetro del lavoro usurante, pesante, rischioso e dei lavoratori fragili. Pensiamo che la previdenza e le pensioni siano oggi leve di speranza per il paese”.
Il leader della Cisl si è poi espresso sulla tragica morte di Luana D’Orazio, l’operaia 22enne, madre di un figlio di 5 anni e mezzo, morta in un’azienda tessile di Oste di Montemurlo (Prato) dopo essere finita dentro l’ingranaggio di un orditoio. “Luana è l’ennesima vittima di una strage silenziosa che ogni anno porta via 1.200 persone. Vittime che macchiano di sangue la dignità del Paese. È inaccettabile. Bisogna chiedere alle imprese più investimenti ed è necessario che lo Stato assuma più ispettori del lavoro e aumenti i controlli” ha detto Sbarra. “Servono più tutele – ha aggiunto. Occorre attuare quel testo unico sulla sicurezza emanato nel 2008 ma in molti posti di lavoro non applicato e fare i decreti attuativi”.
E poi la situazione del lavoro femminile: “Le donne sono insieme ai giovani le più penalizzate sul mercato del lavoro. Due dati – ha osservato – danno la dimensione del problema: al dicembre 2020 su 100mila disoccupati 99 mila erano donne; e del milione di posti di lavoro persi negli ultimi 12 mesi la componente più sacrificata è stata quella femminile e giovanile. Per questo nel Pnrr il tema delle donne deve assumere più centralità: aumentare gli incentivi finanziari alle aziende che le assumono, coordinare anche con la contrattazione il tema dei congedi, dello smart working e poi rafforzare quanto più possibile la disponibilità dei servizi di cura, di assistenza all’infanzia, gli asili nido. Penso che su questo bisogna parlare e discutere di più con il governo” ha concluso.
Lavoro. Sbarra al Tg2 Post: “La previdenza e le pensioni sono oggi leve di speranza per il paese”
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