“Il fermento parlamentare intorno alla direttiva europea sui salari minimi dignitosi sembra non voler tenere conto del percorso effettuato dal precedente governo con le parti sociali, pronte a sostenere una norma che, coerentemente con la direttiva, contribuisse a valorizzare il ruolo della buona contrattazione incaricandola di stabilire i minimi settoriali”.’ E’ quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl Giulio Romani. “È paradossale che dopo mesi di proficuo lavoro anziché capitalizzarne gli esiti si ricominci da zero il dibattito da parte degli stessi protagonisti della convergenza già raggiunta. Per quanto ci riguarda le motivazioni che avevano portato tutti, sindacati e precedente governo, ad annunciare anche pubblicamente la soluzione concordata non sono venute meno con il cambio della maggioranza. Pensiamo che i lavoratori abbiano bisogno di tutele che non siano variabili secondo lo spostamento delle maggioranze politiche e quando ci convinciamo di una soluzione non siamo disponibili a cambiarla strumentalmente ad altre motivazioni. Per la Cisl, quindi, il primato dell’individuazione delle tutele economiche e non solo dei lavoratori deve rimanere in capo alla contrattazione, senza scorciatoie che offrano alle imprese alternative alle stessa. Ci pare che questa sia anche l’indicazione che viene dall’Europa dove la direttiva sui salari dignitosi nasce proprio dalla considerazione che essi fanno fatica ad affermarsi proprio nei paesi in cui le leggi sui salari minimi sostituiscono la contrattazione. Auspichiamo quindi che coloro che sono stati in prima persona artefici di un dialogo capace di realizzare soluzioni condivise siano coerenti e leali nel confermare quelle soluzioni nelle mozioni che sostengono in Parlamento, non arretrando il dialogo a posizioni da loro stessi nel tempo disconosciute pubblicamente”.
Salario minimo. Romani: “Paradossale che dopo mesi di proficuo lavoro si ricominci da zero”
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