“In riferimento al contenzioso che si sta generando intorno alla questione della “ragionevole durata” della somministrazione del lavoro, riteniamo opportuno fare alcune importanti valutazioni. Si starebbe infatti sviluppando una Giurisprudenza nazionale, per ora solo di merito, che ravviserebbe profili di illegittimità in una somministrazione a tempo indeterminato presso un medesimo utilizzatore protratta oltre una non meglio definita “ragionevole durata”, in quanto la stessa contrasterebbe con le disposizioni della Direttiva 2008/104. (…) Ribadiamo che il migliore antidoto alla precarietà sia la contrattazione. Solo questa può riconoscere e costruire garanzie e tutele, aggiornarle coerentemente con i cambiamenti del mercato del lavoro, come ha fatto in questi anni e come deve continuare a fare”. deve contnuare a fare”.
Contrattazione sociale. Intervista a Daniela Fumarola su Il Tempo: «Oltre 700 accordi nei territori per rispondere ai bisogni reali delle persone»
Nel 2025 la Cisl ha firmato più di settecento accordi nei Comuni italiani, un record post-pandemia che dimostra come il...









