“Anni di impegno, lotte e confronto a tutti i livelli, ma nonostante questo ancora oggi, nel 2025, dobbiamo prendere atto del fatto che le donne subiscano ancora discriminazioni di ogni genere, culturali, professionali, lavorative, e proprio per il loro essere donna”: è quanto dichiara Emilio Didonè, segretario generale Fnp Cisl, alla vigilia dell’8 marzo e dell’iniziativa organizzata dalla Cisl.
“Il divario occupazionale e retributivo che le riguarda, così come la differenza anche per ciò che concerne i trattamenti pensionistici, ci mostrano una realtà che forse poco ha a che vedere con festeggiamenti o celebrazioni, e con una giornata che vuole omaggiare le donne, quando invece le stesse in molti casi faticano, purtroppo, ad essere considerate al pari degli uomini. Non bastano le mimose per ricordare le donne ed il loro valore: ciò che serve è un impegno culturale preciso e costante a tutti i livelli per fare in modo che esse non siano più costrette a dover dimostrare di essere preparate e capaci”.
“Il lavoro che tutti siamo chiamati a fare – continua Didonè – è quello di dare a ciascun individuo, uomo o donna, la stessa possibilità di esprimere le proprie capacità, senza partire dalla considerazione che sia di genere maschile o di genere femminile. Sfondare il ‘tetto di cristallo’ è diventata oramai una vera necessità, soprattutto se vogliamo davvero non ci sia più bisogno di un giorno per ricordare il valore delle donne e l’importante ruolo che hanno sempre avuto e che sempre avranno all’interno della società. E’ compito di tutti noi, come persone, cittadini, come uomini e donne, non sottovalutare e giustificare comportamenti discriminatori e violenti, nei confronti delle donne in tutti gli ambiti e fasi della vita, assumendoci sempre le nostre responsabilità.
E’ per questo che sosteniamo l’iniziativa della nostra Confederazione di domani 8 marzo, proprio per ribadire e sottolineare quanto dichiarato dalla nostra segretaria generale Daniela Fumarola: “Il divario di genere nel mondo del lavoro resta una delle questioni più urgenti in Italia. Non bastano le quote rose che peraltro sono state applicate per primo proprio dalla Cisl. Ciò che serve è un vero e proprio cambio di mentalità: è difficile sfondare il tetto di cristallo se si rimane appiccicate al pavimento”.
8 marzo. Didonè (Fnp Cisl): “Lavorare di più per una vera parità di genere”
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