In occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della Donna, Cgil, Cisl e Uil di Belluno rinnovano con forza un impegno che non si esaurisce in una ricorrenza, ma attraversa tutto l’anno e ogni ambito della vita sociale: lavoro, famiglia, società.
A Belluno esiste un filo che lega idealmente il 25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – all’8 marzo: è il lavoro quotidiano delle organizzazioni sindacali per l’affermazione e la tutela dei diritti delle donne, contro ogni forma di violenza, discriminazione e disuguaglianza.
Lo scorso 25 novembre questo impegno si è tradotto nel flash mob “Mai più donne a terra”, realizzato utilizzando le vignette dell’artista Anarkikka, che con ironia e lucidità raccontano i multiformi aspetti della violenza di genere. Le opere sono state poi ospitate all’Istituto alberghiero Calvi-Dolomieu di Longarone, nell’ambito della mostra “Non chiamatelo raptus”: 40 pannelli per riflettere sulla violenza di genere e sul linguaggio con cui viene raccontata, spesso complice perché rafforza stereotipi e narrazioni distorte.
Lunedì 2 marzo, alle 10.30, l’autrice simbolo dell’impegno civile per le donne e contro la violenza di genere incontrerà studenti e studentesse dell’istituto, in un appuntamento che sarà aperto dai saluti dei rappresentanti Cgil, Cisl e Uil territoriali e che andrà ad approfondire proprio gli stereotipi e le radici culturali che sono l’origine della violenza e della disparità.
“Sconfiggere le disuguaglianze e le discriminazioni di genere è un percorso complesso e collettivo – dichiarano Denise Casanova, segretaria generale della Cgil Belluno, Roberta Barbieri, segretaria con delega alle Pari opportunità della Cisl Belluno Treviso, Sonia Bridda, responsabile territoriale della Uil Veneto Belluno -, una staffetta quotidiana che chiama in causa tutte e tutti. Solo attraverso partecipazione, responsabilità condivisa, vicinanza e solidarietà è possibile costruire una società in cui nessuna donna debba più subire violenza, esclusione, discriminazioni e disparità. Un impegno che, per Cgil, Cisl e Uil, parte innanzitutto dai luoghi di lavoro, che devono diventare spazi di crescita di una cultura fondata sulla parità, sul rispetto, sulla valorizzazione del lavoro femminile e dei talenti delle donne, contrastando ogni forma di discriminazione. Serve un cambiamento culturale profondo e inclusivo, capace di costruire, conquista dopo conquista, reali pari opportunità. Siamo convinte che il processo di trasformazione debba partire anche e soprattutto dal coinvolgimento delle nuove generazioni, chiamate a riflettere e a interrogarsi sui modelli culturali che ancora oggi alimentano violenza e disuguaglianze”. Anarkikka, illustratrice e vignettista, attivista femminista, da oltre dieci anni “disescrive” – termine coniato dalla linguista Vera Gheno – la realtà della vita delle donne nel nostro Paese, attraverso un linguaggio diretto, ironico e potente. Il progetto “Non chiamatelo raptus” (libro, mostra itinerante e incontri pubblici in tutta Italia) mette al centro il tema della violenza e del modo in cui viene raccontata


