«La CISL esprime forte preoccupazione per le conseguenze che la guerra in Iran potrà avere sulla sicurezza energetica in Italia e in Europa». E’ quanto sottolinea la Confederazione di Via Po in una nota.
«L’interruzione dei flussi di petrolio e gas che attraversano il “collo di bottiglia” energetico più importante al mondo e per il quale non esistono rotte alternative, lo Stretto di Hormuz, pone in gioco circa 20 milioni di barili al giorno di petrolio e prodotti petroliferi pari a un quinto del consumo globale, oltre a tutte le esportazioni di gas naturale liquefatto (GNL) dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti, equivalenti a circa il 20% del commercio globale di GNL. Dai primi attacchi del 28 febbraio, il traffico attraverso lo stretto è rallentato quasi fino a fermarsi.
«A partire dalla mattina del 2 marzo, l’impatto immediato sui prezzi dell’energia è stato significativo. In Europa i prezzi del petrolio sono saliti di circa l’8% e quelli del gas del 20%. La vulnerabilità più evidente è proprio il costo del GNL, perché l’Europa è fortemente dipende da questa fonte e ha iniziato il 2026 con livelli di stoccaggio di gas molto più bassi rispetto agli anni recenti- aggiunge la Cisl -. Questo quadro sta già mettendo sotto pressione i costi energetici industriali in Europa. I prezzi più alti del gas influenzano i margini industriali, specialmente per i settori ad alta intensità di gas, con possibili effetti sull’occupazione.
«La CISL evidenzia la necessità di agire rapidamente e invita i responsabili politici europei a preparare piani di emergenza congiunti in caso di uno stallo prolungato in Medio Oriente. Per quanto riguarda il gas, la Commissione Europea dovrebbe coordinarsi con i governi UE sulle misure di sicurezza dell’approvvigionamento da implementare in caso di un forte aumento dei prezzi o carenze- sottolinea ancora la Cisl-. A livello nazionale la CISL auspica che al più presto il Governo incontri le parti sociali per avviare un monitoraggio condiviso e in tempo reale della situazione e un piano di interventi basati sul taglio dei costi energetici per imprese e famiglie e l’attivazione di ammortizzatori sociali specifici per far fronte a eventuali blocchi o riduzioni della produzione», conclude la Cisl.






