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Crisi energetica e trasporti: riunione della Commissione Allerta rapida prezzi

7 Aprile 2026 | Notizie > Società > Fisco e Previdenza

Crisi energetica e trasporti: riunione della Commissione Allerta rapida prezzi

7 Aprile 2026 | Notizie > Società > Fisco e Previdenza

Si è svolta, il primo aprile u.s., una nuova riunione della Commissione allerta rapida sull’andamento dei prezzi della benzina e del gasolio che risentono della forte instabilità geopolitica, mitigata dalla  riduzione delle accise fino al 7 aprile.

Il prezzo alla pompa della benzina (1 aprile rispetto al 27 febbraio) è aumentato di 8 centesimi (da 1,67 euro/litro a 1,75), poco superiore rispetto al prezzo medio del 2025.

Mentre il prezzo del gasolio – nello stesso periodo – è aumentato di 36 centesimi passando da 1,72 euro/litro a 2,08. Il prezzo rilevato sulla rete autostradale è superiore.

Per quel che riguarda il gas, il prezzo è in crescita ma sempre molto al di sotto del prezzo medio del 2022.

Al momento sono praticamente azzerati i passaggi dallo stretto di Hormuz e il costo dei noli sulla tratta Shangai-Genova sono aumentati del 10% nell’ultima settimana e del 23% dall’inizio del conflitto.

In deciso aumento il prezzo del jet fuel con un raddoppio dei prezzi rispetto all’inizio del conflitto.

Il carburante costituisce il 40% del prezzo del volo e l’esito degli aumenti è che delle compagnie internazionali in particolare orientali, hanno iniziato a tagliare alcuni voli interni perché non profittevoli. Per quello che riguarda l’Italia, sono presenti sul nostro territorio diversi impianti di raffinazione e questo – almeno per ora – agevola la situazione ma resta l’incognita dell’evoluzione dello scenario internazionale.

Per quel che riguarda l’inflazione (dati provvisori), l’indice Nic che risente dei prezzi dei beni energetici è aumentato dello 0,5 su mese e dell’1,7% su base annua. Il carrello della spesa a febbraio 2026 è aumentato rispetto allo scorso anno del 2,6%. Questi incrementi si riflettono anche sul valore dell’Indice Ipca (+1,5% su base mensile e 1,6% su anno).

Osservazioni

Osserviamo innanzitutto come sia da tenere in massima attenzione l’andamento dell’Ipca poiché è l’indice rispetto al quale vengono rinnovati i contratti. L’Ipca, inoltre, ha al momento una dinamica inferiore rispetto alla crescita del “carrello della spesa” e l’esperienza quotidiana dei prezzi dei beni di largo consumo ci restituisce una fotografia di incrementi più elevati rispetto agli stessi indici. Il rischio è quello di una ulteriore perdita di potere d’acquisto da parte di lavoratori e pensionati in particolare quelli più fragili economicamente; e che i rinnovi contrattuali non riescano a recuperare integralmente l’inflazione.

L’Italia dopo la crisi del 2022 in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ha diversificato le sue fonti di approvvigionamento (in particolare del gas) aumentando però la sua dipendenza dal trasporto su nave ed esponendola a criticità in caso di crisi come in questo frangente. Il mix energetico nel nostro Paese è in via di ricomposizione, ma resta la forte dipendenza dell’Italia dall’estero per le materie prime che in questo momento sono soggette a criticità per il trasporto.

Osserviamo che il nostro mondo interconnesso e globalizzato da un punto di vista economico, ha la possibilità di funzionare in modo efficiente solo in una condizione di Pace e quindi di libera circolazione delle merci. Conflitti e tensioni internazionali hanno un effetto deflagrante sui prezzi con esiti imprevedibili sull’economia e sulla condizione di vita delle persone.

L’Unione Europea suggerisce di limitare la domanda di carburanti riducendo gli spostamenti anche privati, evitando viaggi non essenziali e incentivando lo smart working. Non c’è ancora una situazione di criticità sul lato dell’offerta ma poiché non si sa quanto durerà il conflitto e quali saranno i tempi per ripristinare la piena funzionalità produttiva e di trasporto dei carburanti, invitano ad avviare una politica di maggiore “sobrietà” in tema di trasporti e spostamenti.

In questo quadro rientra anche l’intervento sulle accise che ha limitato l’aumento dei prezzi ma ha lasciato aperte alcune questioni soprattutto se dovessero permanere tensioni sui prezzi degli energetici: innanzitutto sarebbe opportuno valutare se in una condizione di scarsità di risorse non sia preferibile indirizzare selettivamente il sostegno alle famiglie economicamente fragili e alle imprese ad alto fabbisogno energetico, nonché verso quei settori produttivi i cui prezzi si scaricano sui consumi finali delle famiglie (per esempio il settore agricolo). Valutando anche l’adozione di meccanismi che scongiurino fenomeni speculativi.

Se l’obiettivo è quello di limitare gli spostamenti privati e sostenere contemporaneamente la produzione del nostro Paese e quindi l’occupazione, è opportuno un approfondimento sulla distribuzione delle risorse disponibili in base alle priorità individuate. Considerando anche che è determinante la scelta delle fonti di finanziamento: il Dl 33 (taglio accise) ha reperito le risorse attraverso tagli lineari ai Ministeri tra i quali quello della Sanità, Istruzione, Ricerca, Cultura senza precisare quali saranno i capitoli di spesa soggetti a definanziamento, aspetto che per noi è prioritario e che valuteremo con grande attenzione.

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