In occasione dell’avvio del percorso di ascolto promosso dalla Presidente della Regione, Alessandra Todde, nei territori e nelle Conferenze sociosanitarie, la CISL Sardegna e la FNP Pensionati Sardegna presentano una proposta articolata sulle politiche sociosanitarie regionali, con al centro il tema dell’invecchiamento della popolazione e del rafforzamento del welfare territoriale.
La Sardegna si conferma tra le regioni più longeve d’Europa, ma allo stesso tempo una delle più esposte a fenomeni di fragilità sociale.
L’invecchiamento demografico, la dispersione territoriale, la carenza di servizi di prossimità e la frammentazione istituzionale rendono ormai urgente un nuovo modello di welfare, capace di rispondere in modo efficace e concreto ai bisogni delle persone.
Secondo CISL e FNP, l’aumento delle patologie croniche, della non autosufficienza, della solitudine e della povertà relazionale impone il superamento di un sistema centrato sull’ospedale, a favore di un modello fondato sulla prossimità, sulla presa in carico continuativa e sulla piena integrazione tra sociale e sanitario. Le riforme nazionali e regionali – dal DM 77/2022 al PNRR, fino al rafforzamento dei PLUS e al Piano Povertà 2024–2026 – indicano chiaramente questa direzione.
Tuttavia, la loro reale efficacia dipenderà dalla capacità dei territori di diventare luoghi attivi di progettazione e innovazione, e non semplici livelli amministrativi di attuazione.
Nell’Isola, esperienze già in atto dimostrano che il cambiamento è possibile: progettualità innovative sulla domiciliarità, sperimentazioni di teleassistenza e collaborazioni tra enti locali, sanità, terzo settore e sindacato stanno migliorando la presa in carico delle persone.
Anche a livello nazionale, le esperienze più avanzate confermano che il welfare territoriale funziona quando la governance è realmente partecipata, le équipe multiprofessionali sono stabili e l’integrazione tra sociale e sanitario è effettiva. In questo contesto, CISL Sardegna e FNP rivendicano il proprio ruolo di presidio sociale e avanzano la richiesta di un confronto stabile sulla terza età, insieme alla necessità di ridurre le liste d’attesa, stabilizzare il personale, semplificare l’accesso ai servizi e rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio.
Centrale è anche il riconoscimento della domiciliarità come diritto, fondamentale per garantire dignità e qualità della vita alle persone anziane.
In questo contesto, CISL Sardegna e FNP rivendicano il proprio ruolo di presidio sociale e avanzano la richiesta di un confronto stabile sulla terza età, insieme alla necessità di ridurre le liste d’attesa, stabilizzare il personale, semplificare l’accesso ai servizi e rafforzare l’integrazione tra ospedale e Unione Sindacale Regionale
Centrale è anche il riconoscimento della domiciliarità come diritto, fondamentale per garantire dignità e qualità della vita alle persone anziane.
Particolare attenzione è rivolta ai PLUS, che devono evolvere in veri laboratori di innovazione sociale, capaci di promuovere partecipazione, co-progettazione e una governance integrata tra istituzioni e comunità.
Per rendere questo percorso concreto e sostenibile, CISL E FNP sostengono la necessità di rafforzare gli investimenti nei servizi di prossimità, a partire dalle Case e dagli Ospedali di Comunità e dalle Centrali Operative Territoriali, potenziare la domiciliarità attraverso modelli personalizzati e tecnologie di supporto.
Allo stesso tempo, diventa fondamentale valorizzare e diffondere le esperienze già esistenti, anche attraverso la creazione di un osservatorio regionale dedicato.
Le persone anziane, sottolineano CISL Sardegna e FNP Pensionati Sardegna, non rappresentano un costo, ma una risorsa fondamentale per la comunità.
Da qui l’impegno a collaborare con la Regione e con tutti gli attori territoriali per costruire un sistema di welfare più giusto, inclusivo e vicino ai cittadini.






