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Lavoro. Fumarola al Consiglio generale della Cisl Sicilia: «Serve un nuovo patto sociale che unisca lavoro, sviluppo e coesione»

8 Maggio 2026 | In Evidenza

Lavoro. Fumarola al Consiglio generale della Cisl Sicilia: «Serve un nuovo patto sociale che unisca lavoro, sviluppo e coesione»

8 Maggio 2026 | In Evidenza

«Serve un nuovo patto sociale a livello nazionale e regionale. Un patto che unisca lavoro, sviluppo e coesione, mettendo insieme infrastrutture materiali, sociali ed energetiche. Un patto che riduca i divari e crei opportunità».

Con questo appello la Segretaria Generale della CISL, Daniela Fumarola, ha concluso il suo intervento al Consiglio Generale della CISL regionale siciliana, tracciando una riflessione sui temi dello sviluppo del Mezzogiorno, delle infrastrutture, dell’energia, del lavoro e della coesione sociale.

«In una terra complessa come la Sicilia, il sindacato è un soggetto attivo di controllo, rivendicazione e partecipazione. Una infrastruttura e un presidio di coesione, legalità, libertà che da ogni luogo di lavoro e in ogni territorio è un punto di riferimento concreto per ogni persona: lavoratori, pensionati, disoccupati, studenti,  fragili», ha dichiarato Fumarola.

La Segretaria Generale della CISL ha quindi sottolineato la necessità di costruire percorsi condivisi tra istituzioni e parti sociali: «Individuare e percorrere un sentiero comune verso obiettivi strategici condivisi non vuol dire mortificare una sana competizione tra idee e visioni politiche. Significa invece comprendere che non si può ridurre il dibattito politico in un’arena elettorale che vede scontrarsi opposti populismi. Vale per il livello nazionale e naturalmente per quello regionale».

«Bisogna ritrovarsi in un perimetro di corresponsabilità, che impegni ogni parte su traguardi attesi da anni. È quello che ha portato la CISL Sicilia a siglare l’ottimo protocollo sul riscatto delle aree interne. Un risultato frutto dello spirito CISL e di una vocazione concertativa che deve coinvolgere parti datoriali, mondo della cultura, terzo settore. Un modello da esportare perché introduce una politica di innovazione e riformismo sociale», ha aggiunto.

Nel corso del suo intervento Fumarola ha affrontato anche il tema della transizione energetica e dello sviluppo industriale del Sud. «Dobbiamo essere in grado di trasformare questo territorio e l’intero Mezzogiorno italiano in un hub vivo e attrattivo, capace di connettersi a tutte le più importanti tecnologie. La Sicilia ha un potenziale straordinario sulle rinnovabili, ma non riesce ancora a tradurlo pienamente in sviluppo industriale e occupazione stabile.

Mancano reti adeguate, investimenti coordinati, una strategia chiara. Bisogna puntare su un mix che includa idrogeno, gas e rigassificatori, combustibili verdi e comunità energetiche, senza escludere di riaprire un confronto anche sul nucleare di ultima generazione», ha proseguito.

Fumarola ha poi richiamato il ruolo dell’Europa e dello Stato nella definizione di una nuova politica industriale e infrastrutturale: «L’Europa e lo Stato devono fare un salto di qualità nella politica industriale, nella strategia energetica, nella programmazione di seri investimenti infrastrutturali. Perché oggi le infrastrutture non sono solo opere pubbliche: sono condizioni di cittadinanza e di sviluppo».

Sul Ponte sullo Stretto di Messina la leader della CISL ha ribadito la posizione dell’organizzazione: «Il Ponte sullo Stretto è un’opera che noi riteniamo strategica, ma che per essere tale deve essere posta necessariamente e obbligatoriamente dentro una strategia complessiva di riscatto e di sviluppo della Sicilia e della Calabria. Guai a trasformarlo in una semplice bandierina di partito e a farne una cattedrale nel deserto».

«Quello che bisogna fare è inserire questo progetto in una politica di convergenza non solo meridionale, ma nazionale e comunitaria. Vuol dire avanzare contestualmente ponendo risorse adeguate su reti viarie, riscatto delle aree interne, portualità, contrasto spietato ad ogni mafia», ha continuato, richiamando anche la necessità di completare alta velocità, infrastrutture ferroviarie, banda larga, acquedotti e opere di risanamento idrogeologico.

Nel passaggio finale dell’intervento, Fumarola ha acceso i riflettori sulle criticità economiche e sociali della Sicilia: «Le ferite da sanare sono tante anche in Sicilia. Occupazione bassa, soprattutto tra i giovani. Inattività femminile tra le più elevate del Paese. Salari più bassi e più discontinui. Una struttura produttiva fragile, con difficoltà a innovare e a crescere dimensionalmente».

«Oggi in Sicilia il problema non è solo trovare lavoro. È poter restare. Troppi giovani continuano ad andare via. È una perdita continua di competenze, di energie, di futuro. E mentre i giovani partono, le aree interne si svuotano. Meno servizi, meno presidi, meno opportunità. Quando arretrano scuola, sanità, trasporti, arretra lo Stato. E cresce la distanza tra cittadini e diritti», ha concluso.

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