«La vertenza Electrolux rappresenta un momento di profonda crisi per il settore dell’elettrodomestico e per l’intero comparto manifatturiero italiano, configurandosi come una vera e propria emergenza nazionale». E’ quanto sottolineano Cisl e Fim Cisl in una nota congiunta.
«Il duro scontro tra la multinazionale svedese, le istituzioni e le sigle sindacali evidenzia la complessità di una situazione che tocca direttamente il tessuto sociale ed economico di cinque regioni italiane. Il piano di riorganizzazione presentato dall’azienda delinea un forte ridimensionamento della sua presenza storica nel Paese attraverso la previsione di ben 1.700 esuberi complessivi, una cifra che andrebbe a colpire il 35% degli operai e il 43% degli impiegati, a cui si aggiungono la chiusura totale dello stabilimento marchigiano di Cerreto d’Esi e una drastica riduzione dei volumi produttivi stimata intorno al 30%.
Questo scenario ha compattato il fronte del rifiuto, portando il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le Regioni coinvolte e i sindacati a dichiarare il piano del tutto inaccettabile» ribadiscono Cisl e Fim Cisl.
Il Segretario Generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, ha denunciato apertamente come « l’operazione non configuri un rilancio o una ristrutturazione, bensì un vero e proprio smantellamento industriale basato su logiche puramente finanziarie che penalizzano la ricerca, lo sviluppo e l’organizzazione stessa del lavoro».
In parallelo, il Segretario Confederale della Cisl, Giorgio Graziani, ha evidenziato come «la crisi di competitività e la forte pressione dei mercati asiatici e cinesi richiedano risposte strutturali non più rimandabili, invocando urgenti e concrete politiche industriali sia a livello italiano che europeo per proteggere e arginare la concorrenza extraeuropea. L’obiettivo del tavolo istituzionale resta quindi quello di spingere la multinazionale al ritiro immediato del piano e dei licenziamenti, per avviare una trattativa che salvaguardi l’occupazione e il patrimonio manifatturiero del Paese. Su invito del ministro Urso è stato riconvocato il tavolo il prossimo 15 giugno».






