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Ricerca. Fumarola: «Italia ha un grande debito verso i ricercatori. Dopo il PNRR serve stabilizzare il lavoro. L’IA si governa con la partecipazione»

26 Maggio 2026 | In Evidenza

Ricerca. Fumarola: «Italia ha un grande debito verso i ricercatori. Dopo il PNRR serve stabilizzare il lavoro. L’IA si governa con la partecipazione»

26 Maggio 2026 | In Evidenza

«L’Italia ha un grande debito verso il mondo della ricerca: un debito di investimenti, di riconoscimento professionale, di stabilità occupazionale, di carriere e retribuzioni adeguate. Per troppi anni abbiamo celebrato l’eccellenza dei nostri ricercatori senza metterli concretamente nelle condizioni di lavorare con dignità e continuità. È un danno economico e sociale che non possiamo più permetterci».

Lo ha dichiarato la Segretaria Generale della CISL, Daniela Fumarola, intervenendo oggi a Roma ai lavori del Consiglio Generale della FIR CISL.

Un’occasione per fare il punto sul futuro del settore, della ricerca e dell’innovazione, tracciando la linea del sindacato sulle grandi sfide del Paese, a partire dalla governance tecnologica e dagli investimenti in formazione e competenze.

Nel suo intervento, la leader della CISL ha lanciato un forte monito sulla scadenza del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ormai agli sgoccioli: «Il PNRR non può restare una parentesi. Il tema cruciale è il dopo 2026: dobbiamo impedire che, finita la spinta straordinaria, restino solo contratti a termine, competenze disperse e progetti frammentati.

Ogni euro investito in ricerca deve lasciare lavoro stabile, infrastrutture accessibili e innovazione diffusa. Non basta spendere: bisogna costruire». Per trattenere i talenti nel nostro Paese diventano quindi imprescindibili investimenti strutturali che superino la logica della precarietà.

Fumarola ha poi affrontato il tema della transizione digitale, con un focus specifico sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro: «L’innovazione deve camminare insieme alla qualità del lavoro: non vogliamo digitalizzazione senza formazione, né intelligenza artificiale senza partecipazione. La CISL non ha paura del cambiamento, ma il cambiamento va governato, contrattato e anticipato. Contrattazione, concertazione e partecipazione sono la nostra strada».

Allargando lo sguardo allo scenario macroeconomico, la Segretaria Generale ha sottolineato come, di fronte a una crisi di tipo strutturale, sia necessaria «un’Europa unita con un piano industriale forte».

«Non si esce dalla crisi comprimendo il lavoro: servono qualità, più produttività da redistribuire sui salari e un vero protagonismo dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Questo è il cuore del Patto che proponiamo. Non servono interventi spot», ha avvertito Fumarola, rivolgendo un appello a tutte le forze sociali e istituzionali, ricordando le parole della premier Meloni e quelle del presidente di Confindustria Orsini, pronunciate solo qualche ora prima.

«Serve un grande esercizio di corresponsabilità, unendo tutte le forze riformiste per la crescita del Paese. Con coraggio e una visione chiara sul futuro, dobbiamo mettere al centro il lavoro e la coesione sociale. Diversamente avremo tradito il mandato che ci è stato dato», ha concluso la leader CISL.


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