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Veneto. Lavoro, due tragedie in poche ore nel Trevigiano. Orrù (Cisl Belluno Treviso): «La sicurezza torni al centro»

9 Giugno 2026 | Dai Territori > Veneto

Veneto. Lavoro, due tragedie in poche ore nel Trevigiano. Orrù (Cisl Belluno Treviso): «La sicurezza torni al centro»

9 Giugno 2026 | Dai Territori > Veneto

Due lavoratori deceduti nell’arco di poche ore, due famiglie che attendono invano il ritorno a casa dei propri cari. Una tragedia che si ripete troppo spesso e che impone una riflessione profonda sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e lungo i tragitti casa-lavoro.

Non si arresta la scia di sangue che attraversa la Marca trevigiana. La prima vittima è stata Stefano Minella, 37 anni, residente a Casella d’Asolo, morto lunedì mattina in un incidente stradale mentre si dirigeva verso la sede della Tecnoproject di Riese, dove lavorava come saldatore.

Poche ore dopo, George Alexandrescu, operaio di 45 anni residente a Campo San Martino, nel Padovano, ha perso la vita dopo essere stato colto da un malore mentre lavorava in un cantiere a Castello di Godego.

Un incidente in itinere e un decesso avvenuto durante l’attività lavorativa: due vicende diverse accomunate da un bilancio drammatico che conferma l’aumento degli infortuni e delle morti sul lavoro nel territorio trevigiano e in tutto il Veneto.

Nei primi quattro mesi del 2026 le vittime in provincia di Treviso sono state 5, sulle 36 complessive registrate nella regione. Nello stesso periodo del 2025 si era verificato un solo decesso. In crescita anche le denunce di infortunio: 4.400 tra gennaio e aprile, contro le 4.210 dello stesso periodo dello scorso anno. Preoccupante anche il dato relativo agli infortuni in itinere, aumentati a livello regionale del 70% rispetto ai primi quattro mesi del 2025.

“Esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie e ai colleghi dei due lavoratori deceduti lunedì – afferma Francesco Orrù, segretario generale della Cisl Belluno Treviso -. Di fronte a numeri che continuano a crescere non possiamo limitarci all’indignazione: serve un salto di qualità, con maggiore formazione e informazione per una vera cultura della sicurezza, controlli più frequenti, investimenti nelle attività di prevenzione e una maggiore attenzione all’organizzazione del lavoro. Ogni incidente mortale lascia una ferita profonda nelle comunità e richiama tutti alle proprie responsabilità. Garantire un ambiente di lavoro salubre e sicuro non può essere considerato un costo o un adempimento burocratico: deve diventare un valore condiviso, presente in ogni azienda, in ogni cantiere e in ogni luogo di lavoro. Solo così sarà possibile ridurre davvero il numero di infortuni e impedire che altri lavoratori e altre famiglie siano costrette a pagare un prezzo così alto”.

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