«Ci sono frangenti nei quali gli interessi del lavoro e quelli dello sviluppo si incontrano in modo evidente. Momenti come questo. L’Italia è chiamata ad affrontare trasformazioni profonde tecnologiche, demografiche, ambientali che mettono alla prova la capacità del suo sistema produttivo di innovare e competere. In questo scenario, tornare a discutere delle regole che governano il lavoro non significa guardare al passato, ma costruire le condizioni per affrontare il futuro.
Per questa ragione Cgil, Cisl, Uil hanno definito una piattaforma unitaria per aprire il confronto con le associazioni imprenditoriali e costruire un nuovo accordo quadro su assetti contrattuali, salario, rappresentanza, formazione, salute e sicurezza, partecipazione. Farlo significa assumersi una responsabilità verso i lavoratori, le imprese e il Paese, nella convinzione che relazioni industriali più moderne possano diventare un fattore di crescita, produttività e coesione sociale.» (Leggi l’intervento integrale)







