«La Sardegna vive con particolare intensità le grandi trasformazioni del nostro tempo. La questione demografica si vede nei paesi che si spopolano, nei giovani che faticano a restare, nelle aree interne che rischiano di perdere servizi essenziali, nelle famiglie che chiedono sanità, trasporti, scuola, lavoro e sicurezza». Lo ha detto la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo oggi a Cagliari, a conclusione dei lavori del Comitato Esecutivo dell’Unione Sindacale Regionale Sardegna, dedicato al modello organizzativo e alle prospettive della Cisl Sardegna.
«Anche la transizione energetica e industriale – ha sottolineato Fumarola – non riguarda scenari lontani: tocca vertenze, filiere e comunità. Portovesme, Eurallumina, Sider Alloys, Porto Torres, Fiume Santo, la logistica, la manifattura, i servizi avanzati sono nodi decisivi, che possono generare crescita e lavoro buono oppure lasciare desertificazione produttiva».
Per la leader della Cisl, di fronte a queste sfide serve un cambio di passo nella capacità di programmazione della Regione. «La Sardegna ha bisogno di una nuova capacità di programmazione, capace di tenere insieme sviluppo, lavoro e coesione – ha spiegato –. È una sfida che non si affronta con interventi separati o con risposte costruite solo sull’urgenza. Serve una visione che colleghi industria, energia, infrastrutture, formazione, sanità, welfare, politiche per i giovani, qualità del lavoro e tenuta dei territori».
Fumarola ha infine ribadito il ruolo che la Cisl intende giocare in questo scenario: «La Cisl deve stare dentro questa sfida con autonomia e proposta».
Interpellata dai giornalisti a margine dei lavori, Fumarola è tornata sulla necessità di una strategia energetica nazionale diversificata: «Abbiamo sempre detto che bisogna mettere in campo un mix energetico, perché il nostro Paese purtroppo non è autonomo e, quindi, abbiamo necessità di far funzionare tutti i tipi di fonti energetiche, compreso il nucleare».
«Sul nucleare noi non abbiamo nessuna posizione preconcetta – ha puntualizzato –, ma pensiamo che vada esplorata, vada verificata e soprattutto va messo in campo il nucleare di ultima generazione, che ci sembra più efficace, più sicuro».
La Segretaria Generale ha poi richiamato la responsabilità collettiva sui costi energetici: «Abbiamo un dovere, quello di mantenere in piedi la nostra economia. Per poterlo fare dobbiamo garantire costi energetici accessibili alle imprese, ma abbiamo un dovere ancora maggiore, quello di garantire alle famiglie, ai lavoratori, ai pensionati, costi energetici sostenibili, e quindi bisogna lavorare su più fronti e bisogna farlo insieme».
Ad una domanda relativa al dibattito politico sulla legge elettorale, la leader della Cisl ha replicato: «Intanto bisogna garantire la democrazia, garantire il pluralismo. Vediamo cosa accade nell’iter. Noi pensiamo che bisogna dare assolutamente voce ai cittadini, bisogna fare un’operazione prima della legge, bisogna fare un’operazione che riguarda proprio le persone».
«Purtroppo in questi anni c’è stata una fuga dalle urne – ha aggiunto Fumarola –, e noi invece dobbiamo fare in modo che le persone possano riconsiderare il voto come un diritto-dovere che prima di noi altri uomini e altre donne hanno faticosamente conquistato». «Quindi bisogna ragionare prima di tutto su questo, ma per farlo bisogna avere programmi concreti – ha concluso –: bisogna dare un’aspettativa concreta ai cittadini italiani e fare in modo che possano credere ancora nel voto, in un voto utile, in un voto libero, così come abbiamo sempre pensato noi della Cisl».
Infine, alla richiesta di commentare l’ultimo attacco via social del presidente Trump all’indirizzo della premier Giorgia Meloni, la numero uno di Via Po, ha risposto in maniera netta: «Credo che davvero si sia raggiunto il limite. Queste affermazioni non solo sono offensive nei confronti di una nostra istituzione, ma penso che sia davvero preoccupante continuare ad ascoltare queste esternazioni che non fanno bene assolutamente a nessuno».
«Io penso che noi dobbiamo continuare a lavorare, che il governo debba continuare a lavorare – ha aggiunto –. Certo, non fa piacere ascoltarle, quindi esprimo la massima solidarietà nei confronti della premier Meloni e le dico: andiamo avanti insieme, costruiamo le basi per una grande alleanza per dare risposte al nostro Paese che ne ha bisogno, soprattutto in questo tempo così complesso».











