«I dati Istat di giugno 2026 confermano un quadro complessivamente positivo del mercato del lavoro. Gli occupati si attestano a 24,31 milioni, un livello sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente ma in crescita di 131 mila unità su base annua. Anche il tasso di occupazione resta stabile al 62,9%, consolidando i progressi strutturali registrati negli ultimi trimestri». E’ quanto sottolinea il segretario confederale della Cisl Mattia Pirulli commentando gli ultimi dati dell’Istat.
«Il tasso di disoccupazione risale al 5,7%, dopo aver toccato nei mesi primaverili i minimi storici, mentre quello dei giovani tra i 15 e i 24 anni aumenta di 1,5 punti nell’ultimo mese, raggiungendo il 18,4%. Un dato che va letto anche alla luce dell’aumento delle persone tornate a cercare attivamente un lavoro e della contestuale riduzione degli inattivi. Va inoltre ricordato che la fascia 15-24 anni comprende una quota significativa di studenti. Se si osserva invece la fascia 25-34 anni, emerge un dato incoraggiante: nell’ultimo anno il tasso di occupazione è cresciuto dell’1,1%, un incremento pressoché analogo a quello registrato dagli over 50 (+1,2%)», aggiunge Pirulli.
«Continua dunque il percorso di crescita dell’occupazione, seppure con fisiologiche oscillazioni mensili. Il nodo principale resta però l’elevata inattività, soprattutto tra giovani e donne, che continua a rappresentare uno dei principali fattori di debolezza del nostro mercato del lavoro, nonostante i segnali di miglioramento degli ultimi mesi.
Per ridurre stabilmente quest’area di esclusione è necessario concentrare l’impegno di Governo e parti sociali sull’adeguamento delle competenze, sul rafforzamento delle politiche attive e sul miglioramento della qualità del lavoro. Ciò significa sostenere una crescita delle retribuzioni che passi attraverso il rafforzamento della contrattazione collettiva e il legame con la produttività, ma anche investire nei servizi e nelle misure di conciliazione tra vita e lavoro, indispensabili per favorire una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, in particolare delle donne e dei giovani», conclude Pirulli.









