«Nelle scorse ore tre lavoratori iscritti alla FIT-CISL sono stati aggrediti mentre svolgevano il proprio lavoro all’Interporto di Bologna da un gruppo di quaranta squadristi vicini a Sì Cobas, e sono finiti al pronto soccorso con tagli e contusioni. Un fatto di una gravità inaudita, che riporta alla mente il clima degli anni più bui della nostra Repubblica.
In attesa che Sì Cobas condanni fermamente l’accaduto, ci stringiamo ai nostri lavoratori e alle loro famiglie. Il nostro grazie va al loro impegno, che si rinnova ogni giorno nella militanza, accanto a chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori con responsabilità e rispetto delle regole.
Quanto avvenuto è il frutto avvelenato di una polarizzazione gravissima, che non investe soltanto le relazioni sindacali ma ormai l’intero tessuto sociale del Paese. Un clima in cui la differenza produce nemici, la parola cede il passo alla prevaricazione e il conflitto — che nel sindacato è fisiologico e persino necessario — degenera in aggressione.
Contro questa deriva bisogna reagire uniti, a partire dai luoghi di lavoro: isolando i violenti, marginalizzando ogni estremismo, riaffermando gli strumenti della democrazia.
La CISL non si farà intimidire. Continueremo a stare dove siamo sempre stati: nei luoghi di lavoro e nelle comunità a fare sindacato con la sola forza delle nostre ragioni e delle nostre idee».









