«Il passaggio al Senato del Decreto PA deve rappresentare l’occasione per riaprire il confronto sulle questioni ancora irrisolte, a partire dal rinnovo dei contratti della sanità privata e delle RSA. Non possiamo continuare a rinviare».
È quanto sostiene Massimo Cinus, Segretario Generale della CISL FP Sardegna, intervenendo sul provvedimento approvato dalla Camera dei Deputati.
«Quando chiediamo il rinnovo dei contratti – sottolinea Cinus – non chiediamo soltanto salari più giusti, diritti e dignità professionale per migliaia di lavoratrici e lavoratori. Stiamo difendendo la qualità delle cure e il diritto alla salute dei cittadini, a partire dalle persone più fragili».
Per la CISL FP Sardegna il punto è chiaro: migliori condizioni di lavoro significano servizi migliori. Un sistema sanitario che vuole garantire qualità, continuità e sicurezza dell’assistenza non può farlo senza valorizzare le professionalità di chi ogni giorno opera nelle strutture sanitarie e sociosanitarie.
«Lo diciamo da tempo – continua il segretario –: il contratto non è un costo da comprimere. È valorizzazione del personale, qualità del lavoro, continuità dell’assistenza e, di conseguenza, qualità delle cure. Pensare di risparmiare sui contratti significa soltanto spostare il problema e rischiare, alla fine, di farne pagare il prezzo ai lavoratori, ai pazienti e all’intero sistema sanitario».
A questo si aggiunge, secondo la CISL FP Sardegna, la mancata previsione dell’aggiornamento dei DRG nel testo approvato dalla Camera, un tema che incide sull’equilibrio della sanità privata accreditata e che deve essere affrontato insieme alla questione delle risorse e dei rinnovi contrattuali.
Il sindacato torna quindi a chiamare direttamente in causa AIOP e ARIS.
«Abbiamo chiesto ad AIOP e ARIS di assumersi fino in fondo la responsabilità del rinnovo dei contratti – afferma Cinus –. Non è accettabile che a pagare le conseguenze di una situazione di stallo siano lavoratrici e lavoratori che garantiscono ogni giorno prestazioni essenziali per il sistema sanitario».
«Non crediamo che ad AIOP e ARIS vada bene così – conclude il Segretario–. Per noi sicuramente no. Continueremo a dirlo con chiarezza, anche e soprattutto nel confronto nazionale: chi tutela il lavoro tutela la sanità e chi valorizza i professionisti tutela prima di tutto i cittadini».
Da qui la richiesta ai parlamentari sardi affinché il passaggio del Decreto PA al Senato diventi un’occasione reale di confronto tra Governo, Parlamento e parti sociali, riportando al centro le questioni ancora irrisolte.
Il lavoro non può essere considerato una variabile di costo. Nella sanità è una parte essenziale della cure.









