«I salari non crescono perché non cresce la produttività: bisogna farla crescere e redistribuirla su buste paga più pesanti. Quando si parla di salario giusto, noi pensiamo a un contratto giusto: non solo salario, ma un insieme di tutele e norme che rendono sano il rapporto di lavoro. Combattiamo i contratti pirata insieme alle associazioni datoriali, con la stessa finalità: fare una buona impresa e garantire un lavoro dignitoso».
Lo ha detto la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo stamattina a Roma, al convegno “Salario giusto, lavoro vero. Linee d’indirizzo, modelli a confronto e prospettive strategiche per la crescita delle retribuzioni in Italia”, promosso dal Dipartimento Lavoro di Forza Italia presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati.
Nel corso del suo intervento, la leader della Cisl ha tracciato le priorità dell’agenda sindacale nell’attuale fase economica e sociale: «Ora abbiamo due esigenze principali. La prima è gestire la legge di bilancio: serve un confronto preventivo con governo, partiti e gruppi parlamentari. Le risorse sono poche e dobbiamo finalizzarle su lavoro, lavoratori e pensionati, imprese sane e crescita del Paese. Condividiamo la proposta dell’allargamento dell’aliquota Irpef del 33% fino a 60.000 euro; aggiungiamo la detassazione delle tredicesime, dei premi di risultato e degli utili negoziati all’1%, oltre al finanziamento strutturale della partecipazione».
«La seconda esigenza – ha proseguito Fumarola – è avere una visione post-Pnrr: per questo abbiamo presentato un Libro Verde con 120 proposte, un testo aperto che auspichiamo apra un dibattito a tutto campo. Non basta ragionare sulla fase contingente: serve una prospettiva di lungo respiro».
Prima del convegno, la numero uno di via Po ha risposto alle domande dei giornalisti sui temi d’attualità. Riguardo all’impatto dei prezzi e del costo dell’energia, ha sottolineato: «L’inflazione che stiamo subendo deriva dal caro carburanti. Abbiamo apprezzato le misure emergenziali e l’intervento sul price cap, ma la crisi sta diventando strutturale e il costo dei carburanti continua a salire. Serve un intervento strutturale che chiami a responsabilità anche l’Europa e dia un reale sollievo alle persone. Dobbiamo pensare anche a chi non possiede un’auto: serve una politica dei redditi redistributiva che guardi a prezzi e tariffe e restituisca il fiscal drag, risorse drenate in questi anni che devono ritornare a chi le ha generate».
Sollecitata invece sul vertice in programma stasera sulla vertenza dell’ex Ilva, Fumarola ha avvertito: «È il momento di avere un’idea chiara di che cosa bisogna fare, perché si parla di migliaia di lavoratori, molti dei quali già in cassa integrazione e a rischio licenziamento. Auspichiamo che stasera si faccia chiarezza e che si metta in campo l’ambientalizzazione dello stabilimento. Come Cisl ce ne siamo sempre occupati cercando di tenere insieme il diritto al lavoro, alla salute, all’ambiente e alla sicurezza. Ci auguriamo una determinazione che individui chiaramente chi si deve occupare di fare le cose e di farle in maniera strutturata».






















