«Mense, asili, sanità integrativa, previdenza complementare: elementi spesso considerati residuali, ma che sono salario che resta nelle famiglie grazie alle relazioni sindacali».
Lo ha detto la Segretaria Generale della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo oggi a Roma, alle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia, al seminario internazionale «Donna Economia & Potere – Geopolitica dell’incertezza», promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario, nel panel «Vivere meglio, lavorare bene», dedicato a qualità del lavoro e crescita professionale, conciliazione, condivisione delle attività di cura, welfare e benessere aziendale.
La leader Cisl ha ricordato che «un luogo di lavoro che viene curato, un luogo di lavoro che è sicuro, un luogo di lavoro in cui anche il cibo è buono e i tempi di lavoro sono umani, non offre solo benefit: è un investimento in produttività».
Fumarola ha poi portato i dati dell’osservatorio del sindacato sulla contrattazione di secondo livello: «Il welfare è presente in un accordo su tre e il lavoro agile in quasi nove accordi organizzativi su dieci». Orari di lavoro, part-time scelto e lavoro agile, ha sottolineato, «sono contrattati, non subiti» e rappresentano «una buona flessibilità, che serve alle persone ma anche all’impresa».
Sulla previdenza complementare, ha aggiunto, la Cisl spinge in particolare perché i giovani lavoratori e le giovani lavoratrici pensino fin da ora al proprio futuro.
La numero uno di Via Po ha infine ricordato che il welfare funziona quando sa leggere i bisogni delle persone. Per questo il sindacato punta sulla contrattazione decentrata, tema su cui è aperto in questi giorni un tavolo con le associazioni d’impresa: «Più ci si avvicina all’impresa e alle persone, meglio si risponde alle attese».






















