«I dati Istat diffusi oggi sulle retribuzioni confermano la tenuta del sistema contrattuale italiano, ma il recupero del potere d’acquisto richiede verifiche puntuali sugli scostamenti inflattivi, soprattutto in questa fase di costante rialzo dei prezzi a causa dell’impennata dei costi dell’energia». E’ quanto dichiara il segretario confederale Cisl Mattia Pirulli.
«Il quadro dei rinnovi migliora, in particolare nel pubblico impiego ed a settembre i contratti in vigore coprono l’80,8% dei dipendenti e l’89,1% nel privato. I lavoratori in attesa di rinnovo scendono dal 43,1% al 19,2% in un anno; nel privato sono circa 1,1 milioni su 15 milioni.
Il protrarsi dello shock energetico rischia però di ampliare il divario tra retribuzioni e inflazione come certificano i dati dell’Istat. Per la CISL occorre quindi chiudere rapidamente tutti i rinnovi, a partire da quelli attesi da tempo nella sanità privata, nei settori socio-sanitario-assistenziali e nei servizi, garantendo adeguamenti retributivi coerenti con gli scostamenti dell’inflazione IPCA-NEI», aggiunge Pirulli.
«È inoltre necessario rafforzare la contrattazione decentrata, sostenendo anche nella legge di bilancio la detassazione dei premi di risultato e la partecipazione dei lavoratori prevista dalla legge 76/2025, strumenti fondamentali per valorizzare il lavoro e tutelare il potere d’acquisto» conclude Pirulli.











