Roma, 29 settembre 2016. La Ue dà libertà agli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) sul loro territorio e il nostro Paese dà la stessa libertà alle Regioni. È quanto emerge dallo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva comunitaria 2015/412 passato al vaglio della Conferenza delle Regioni, che mira a ridurre il potere del Ministero delle politiche agricole, facendo assumere molte più responsabilità agli uffici regionali. Mentre in Italia cresce l’attenzione dei consumatori per cibi salubri e naturali, e aumentano i consumi di alimenti biologici – dichiara Walter Meazza, Presidente di Adiconsum nazionale – il Governo italiano invece di rispondere con misure adeguate, prende, invece, una posizione alla “Ponzio Pilato” nei confronti degli Ogm, lavandosene le mani e lasciando la responsabilità di decidere alle Regioni. Tutto questo mentre andremo a votare un referendum nel quale per le medesime ragioni si chiede l’esatto opposto. Il rischio – prosegue Meazza – sarà quello di un uso delle sementi geneticamente modificate a macchia di leopardo, non solo in Europa, ma persino in Italia. Chiediamo – conclude Meazza – che si riaffermi la competenza esclusiva dello Stato in capo alla persona del Ministro delle Politiche agricole, che deve continuare nella strada già avviata in favore di un’agricoltura sostenibile, basata sulla qualità e sulla biodiversità. È quanto ci richiedono i consumatori, è quanto ci richiede il Paese, per salvare e promuovere il Made in Italy. Il Ministro ritiri lo schema di decreto in discussione e convochi al più presto le Associazioni Consumatori.
Alimentazione. Meazza (Adiconsum): “No allo schema di decreto sugli Ogm. Chiediamo a Governo di convocare le Associazioni Consumatori”
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