Gioia Tauro, 18 aprile 2017. “Dagli già annunciati incontri romani in merito alla situazione del porto di Gioia Tauro non ci aspettiamo ulteriori dichiarazioni e linee di ipotesi ma fatti concreti. Nessuno intende più aspettare ancor meno i lavoratori che stanno strenuamente difendendo il loro futuro”. Paolo Tramonti, segretario Cisl Calabria, Annibale Fiorenza, segretario generale Fit – Cisl Calabria e Rosi Perrone, segretario generale Cisl Reggio Calabria, intervengono duramente sulle ultimissime vicende che riguardano lo scalo. “La Calabria, ed in particolare il comprensorio reggino – rimarcano i sindacalisti – non può purtroppo vantare grandi poli produttivi e realtà industriali, ed in quest’ottica Gioia Tauro rappresenta l’unico e tangibile fulcro di competitività e sviluppo di livello nazionale ed internazionale: l’area potrebbe costituire un’eccellenza in grado di divenire motore propulsivo e garantire occupazione stabile e numericamente significativa. La sua centralità viene sempre richiamata quando si accenna alle potenzialità del Mezzogiorno e della nostra regione, ma, senza troppi giri di parole, alle intenzioni, come la storia ha dimostrato, non seguono i fatti. Ci domandiamo – proseguono Tramonti, Perrone e Fiorenza – se davvero il governo e la regione credano al ruolo che la struttura potrebbe rivestire sia nel cuore del Mediterraneo sia nei confronti di rapporti economici e commerciali con il resto d’Europa, oppure se essa sia solo un ‘concetto’ da sbandierare quando occorre ottenere consensi. Non è più possibile sopportare questa condizione di equilibrio precario ed assistere alla disperazione di dipendenti che, in un tessuto difficile come quello calabrese, assume contorni drammatici. Non è più pensabile agire sempre e solo in stato di emergenza, proseguire a tentoni senza una programmazione seria ed efficace che incida a lungo termine”. “La fase interlocutoria non può essere prolungata oltre: per questo – aggiungono i sindacalisti calabresi – dai tavoli previsti in capitale pretendiamo chiarezza e risposte sulle attività di transhipment e, logicamente, sulla sorte dei lavoratori, sui ritardi accumulati nella realizzazione delle opere inserite nell’Apq di luglio scorso e quindi sul bacino di carenaggio e sul gateway ferroviario e, ovviamente, sull’istituzione della Zona Economica Speciale. Mancano azioni di sistema e su quelle poche individuate cala, regolarmente, il silenzio”. “Le prossime riunioni programmate a Roma – concludono Perrone, Tramonti e Fiorenza – per noi dovranno essere solamente un momento in cui sarà stabilito un cronoprogramma tangibile e verificabile a breve termine, siano calendarizzati interventi, siano definite date e l’ammontare di risorse certe. Non siamo più disponibili ad ascoltare annunci sterili da chi di competenza con tutte le conseguenze del caso”.
Polizia locale. Fumarola al convegno Fp Cisl: «E’ tempo di garantire tutele adeguate a chi svolge un lavoro esposto, complesso e spesso rischioso. Non c’e’ sviluppo, coesione sociale, crescita, senza sicurezza integrata»
«Non c’è sviluppo senza sicurezza. Non c’è coesione sociale, non c’è crescita, non c’è benessere distribuito, se non c’è sicurezza. Non una sicurezza ridotta a mero ordine pubblico, ma una sicurezza più ampia, più profonda, che riguarda la possibilità concreta per i...






