Lamezia Terme, 18 aprile 2018. La questione dei vitalizi impone alla politica calabrese di dare un segnale che vada anche al di là del merito, pur sacrosanto. Lo si deve ai tanti calabresi che continuano a vivere una situazione di grande difficoltà economica e sociale e che pone la nostra Regione come quella, nel panorama nazionale, con i redditi più bassi e con un gap salariale ai massimi storici a cui si legano gli indici di disoccupazione, inoccupazione e precariato che tutti conosciamo. Tutte questioni che già di per sé alimentano il sentimento di sfiducia e l’allontanamento dei cittadini dalla politica e che impongono pertanto chiari segnali di discontinuità rispetto al passato nel rapporto istituzioni, politica e cittadini. Le stesse dichiarazioni dei giorni scorsi del Governatore Oliverio sulla necessità di recuperare terreno sul piano della reputazione e dell’immagine della Calabria attraverso la coerenza dei comportamenti e nel rigore dell’agire vanno in questa direzione. Per questi motivi la preannunciata volontà di snellire ed eliminare sovrapposizioni burocratiche non può che essere accolta positivamente avendo chiaro l’indirizzo di porre rimedio a pratiche e situazioni che non hanno più ormai alcuna giustificazione e ragion d’essere. Ridurre strutturalmente la spesa improduttiva, così come il numero di strutture e centri di costo spesso inefficienti ed inefficaci, è un’operazione che si può e si deve fare per debellare definitivamente un modus operandi che pochi benefici ha portato, negli ultimi decenni, alla nostra terra. Recuperare risorse per investire in interventi che migliorino i servizi e creino occupazione rappresenta una priorità per lo sviluppo e per la stessa credibilità dell’azione politica e istituzionale.
Calabria. Tramonti (Cisl): “La Regione dia un segnale sui vitalizi”
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