Lamezia Terme, 15 gennaio .2020 – «Il Governo deve affrontare immediatamente la questione del diritto dei cittadini a servizi sanitari che garantiscano la possibilità di curarsi», afferma il Segretario generale della Cisl calabrese, Tonino Russo. «È assurdo, infatti – prosegue –, che nella graduatoria nazionale relativa alla qualità dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) in Sanità, la Calabria rimanga ultima, pur registrando un miglioramento nelle prestazioni (dati relativi al 2018), e non si riescano a garantire i servizi essenziali su tutto il territorio regionale a causa della carenza di personale medico e infermieristico». «Già penalizzata dalla gestione ragionieristica di un commissariamento in odore di proroga illegittima negli anni scorsi – sottolinea il Segretario generale della Cisl regionale –, il cosiddetto “decreto Calabria” del precedente governo impedisce di fatto, con l’art. 11, l’assunzione di medici e infermieri, perché prevede che la spesa per il personale non possa superare il valore di quella sostenuta nell’anno 2018. E in Calabria, in realtà, la spesa per il personale è ferma da anni a causa del blocco delle assunzioni. Se quel testo non sarà superato, come la Cisl ha già chiesto al Ministro Speranza, la carenza di medici e infermieri, valutata negli ultimi dieci anni in oltre cinquemila unità e inevitabilmente destinata ad aumentare, continuerà ad essere la causa principale sia dell’indecente allungamento delle liste di attesa per esami diagnostici, sia dell’emigrazione sanitaria, che costringe i pazienti ad affrontare enormi disagi nel recarsi fuori regione per farsi curare e continua a destinare altrove risorse economiche che dovrebbero essere invece investite in Calabria. Quello della Sanità – conclude Russo – è un caso da manuale nel mostrare come potrebbero essere tenute insieme salute, sicurezza sociale e occupazione operando immediatamente in tre direzioni: stabilizzazione, prima della scadenza dei contratti, dei lavoratori precari che stanno garantendo molti servizi; scorrimento delle graduatorie tuttora valide; emanazione di nuovi bandi per l’assunzione di giovani professionalmente qualificati. Perciò, ribadiamo l’urgenza del superamento del “decreto Calabria” voluto dal precedente Ministro della Salute e ci aspettiamo che la prossima Giunta regionale faccia con decisione la sua parte per garantire ai calabresi il rispetto dei loro diritti. Anche su questo fronte, che unisce diritto al lavoro e diritto alla salute, la Cisl continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione dei fatti, nella disponibilità al dialogo e al confronto che sempre caratterizza la sua azione».
Campania. Russo (Cisl): “Garantire il diritto dei cittadini a curarsi significa anche, in Calabria, garantire lavoro: stabilizzazioni, scorrimento graduatorie, nuovi bandi”
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