Che ci sia ormai una scarsa attrattività delle professioni di cura non è un segreto per nessuno. L’argomento è al centro dei dibattiti su tutti i livelli e nei vari contesti, abbiamo infatti assistito in questi mesi a diverse dichiarazioni su questo tema da parte del presidente De Pascale e dell’assessore Fabi, che prevedono anche il raggiungimento del pareggio di bilancio per il 2026. Ora bisogna quindi trovare soluzioni concrete e strutturali, dobbiamo preoccuparci di valorizzare economicamente e professionalmente il personale che abbiamo all’interno del nostro servizio sanitario regionale, per evitare che anche loro fuggano altrove. “La Regione Emilia passi alle azioni concrete – dichiara Stefano Franceschelli, a capo della Cisl FP Emilia-Romagna – dando subito corso alle possibilità di riconoscimento economico previsto dal CCNL appena siglato. E’ stabilita infatti la possibilità di riconoscere oltre 4 milioni di euro per la contrattazione nelle Aziende sanitarie, ospedaliere e IRCCS della nostra regione. Risorse che negli anni scorsi erano già state integrate nelle quantificazioni contemplate dal contratto precedente, ma di cui nel 2025 non ve n’è ancora traccia”. E’ necessario che la situazione trovi un’immediata risposta, visto che potrebbe trattarsi di un primo segnale di attenzione nei confronti di chi ogni giorno è impegnato per tutelare la salute della collettività.
Pensioni. Fumarola al Consiglio Generale della Fnp Cisl: «Serve una riforma strutturale e un fisco più equo»
“Per troppo tempo l’invecchiamento è stato raccontato come una stagione di riduzione: meno ruolo, meno voce, meno spazio, meno possibilità. La realtà è diversa: i pensionati non sono un costo, non sono un peso, non sono una voce di bilancio da comprimere. Soprattutto,...






