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Puglia. Videosorvegliana urbana, Cisl Fp: «Taranto e i comuni della provincia non perdano l’occasione dei finaziamenti territoriali»

16 Giugno 2026 | Dai Territori > Puglia

Puglia. Videosorvegliana urbana, Cisl Fp: «Taranto e i comuni della provincia non perdano l’occasione dei finaziamenti territoriali»

16 Giugno 2026 | Dai Territori > Puglia

La CISL FP richiama l’attenzione del Comune di Taranto e dei Comuni della provincia, sull’opportunità rappresentata dai finanziamenti ministeriali destinati alla realizzazione di impianti di videosorveglianza urbana.

Il Decreto del Ministero dell’Interno del 22 aprile 2026 mette a disposizione risorse pari a 19 milioni di euro per il potenziamento degli interventi in materia di sicurezza urbana, attraverso la realizzazione di sistemi di videosorveglianza nei territori comunali.

Per la CISL FP si tratta di un’occasione che le amministrazioni locali della provincia ionica devono valutare con la massima attenzione, soprattutto in un territory nel quale il tema della sicurezza urbana, del presidio delle aree sensibili, della prevenzione dei fenomeni di criminalità diffusa e della tutela del personale comunale impegnato nei servizi esterni assume una rilevanza sempre più evidente.

«Per accedere al finanziamento», dichiara Fabio Ligonzo, Coordinamento Enti Locali CISL FP Taranto Brindisi, «possono presentare richiesta i Comuni, le Unioni di Comuni, le associazioni di Comuni e i consorzi di Comuni che abbiano sottoscritto i Patti con la Prefettura e che individuino come obiettivo prioritario, per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, l’installazione di sistemi di videosorveglianza in determinate zone del territorio comunale o infra-comunale».

«Non basta però leggere il decreto e archiviarlo», prosegue Ligonzo. «Gli enti devono muoversi subito: verificare i requisiti, aggiornare i progetti, individuare le aree critiche, coinvolgere la Polizia Locale, prevedere la manutenzione degli impianti e trasmettere le richieste nei termini previsti. Il rischio, come spesso accade, è che le risorse ci siano e che i Comuni arrivino tardi o con progetti deboli. Sarebbe un errore grave, soprattutto in una provincia che ha bisogno di strumenti moderni per il controllo del territorio».

La CISL FP sottolinea che la videosorveglianza non può essere considerata una misura isolata o meramente tecnologica. Le telecamere, da sole, non risolvono i problemi. Servono progetti seri, centrali operative funzionanti, personale formato, manutenzione garantita, rispetto della normativa sulla privacy e piena integrazione con le attività della Polizia Locale e con le strategie di sicurezza urbana definite in sede istituzionale.

«La sicurezza urbana non si costruisce con annunci episodici», afferma Umberto Renna, Segretario Territoriale CISL FP Taranto Brindisi. «Serve una visione provinciale, perché i fenomeni di degrado, microcriminalità, vandalismo, danneggiamenti, aggressioni e insicurezza percepita non riguardano solo i grandi centri. Interessano anche i Comuni medi e piccoli, le aree periferiche, le zone commerciali, i luoghi pubblici, gli accessi agli uffici comunali e gli spazi in cui operano quotidianamente lavoratrici e lavoratori pubblici».

Secondo Ligonzo, il finanziamento deve essere letto anche come strumento di tutela del personale.

«Gli operatori della Polizia Locale, gli addetti ai servizi esterni, il personale che lavora negli uffici aperti al pubblico e chi è impegnato quotidianamente sul territorio hanno bisogno di condizioni organizzative più sicure. La videosorveglianza può rappresentare un supporto importante, ma non deve diventare l’alibi per non assumere personale, non organizzare correttamente i turni o non investire sulle dotazioni. Tecnologia e personale devono camminare insieme».

Renna invita pertanto tutti i Comuni della provincia di Taranto a verificare con urgenza la possibilità di presentare richiesta di finanziamento alla Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo territorialmente competente, predisponendo progetti coerenti con i bisogni reali dei territori.

«Chiediamo alle amministrazioni comunali della provincia di Taranto», concludono Ligonzo e Renna, «di non trattare questo finanziamento come una pratica tecnica da lasciare chiusa in qualche ufficio. È una questione politica, organizzativa e sociale. Dove c’è insicurezza, si indeboliscono i servizi pubblici, si espongono i lavoratori e si peggiora la qualità della vita dei cittadini. I Comuni che hanno i requisiti si attivino subito, coinvolgano la Polizia Locale e costruiscano progetti credibili. Le occasioni perse, poi, non si videosorvegliano: si pagano».

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