“Forti perplessità sull’opportunità di una nuova fermata o stazione ferroviaria a Borgo Cervaro e sull’attendibilità degli interlocutori di tali progettualità” sono state espresse da Cgil, Cisl e Uil territoriali nel corso dell’incontro convocato, il 22 maggio 2016 presso il Comune di Foggia, dall’Assessore all’Urbanistica, Francesco D’Emilio, al fine di presentare alle organizzazioni sindacali le più recenti ipotesi progettuali prospettate dalla RFI (Rete Ferroviaria Italiana). Foggia, 24 giugno 2016. La società del Gruppo Ferrovie dello Stato, tramite l’Amministrazione Comunale di Foggia, propone al territorio la realizzazione di una fermata “Foggia – Cervaro” (stima costi: 15 mln euro), al di fuori del perimetro urbano del Capoluogo, oppure in alternativa la costruzione di una nuova Stazione “Foggia – Cervaro” (stima costi: 20 mln euro). All’incontro, hanno partecipato i segretari generali Maurizio Carmeno, Emilio Di Conza e Gianni Ricci che hanno evidenziato le perplessità di Cgil, Cisl e Uil di Foggia, in quanto “non solo si andrebbe a depotenziare il ruolo strategico della Stazione di Foggia Città, ma in particolare una stazione fuori Foggia potrebbe creare una serie di problematiche, in materia di connessione tra il trasporto su rotaia e quello su gomma, che devono essere preventivamente affrontate per evitare disagi all’utenza”. Cgil, Cisl e Uil hanno rilevato che “le ipotesi di nuova fermata o stazione Foggia–Cervaro, presentate da RFI, sono in evidente contraddizione con le progettualità in materia di trasporti promosse in Capitanata negli ultimi anni; che è in gioco il destino di un territorio, con un bacino di circa 1,2 milioni di potenziali utenti (FG – PZ) e che la bretella ferroviaria era prevista per l’Alta Capacità delle merci per la tratta Taranto- Battipaglia”. Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato che le ipotesi di RFI sono in contraddizione con accordi e documenti già siglati: il Protocollo tra Comune, Ferrovie dello Stato, Rete Ferroviaria Italiana, FS Sistemi Urbani e Regione Puglia dell’11 ottobre 2011; il Contratto Istituzionale di Sviluppo per la realizzazione della Direttrice Ferroviaria Napoli-Bari-Lecce-Taranto tra i Ministeri per la Coesione Territoriale, Economia e Finanze, Infrastrutture e Trasporti, Ambiente e Beni Culturali del 2 agosto 2012, che consente di far transitare, sostare e movimentare, all’interno della Stazione di Foggia, i treni merci provenienti da Taranto e diretti a Battipaglia”. Ma soprattutto Cgil, Cisl e Uil non possono non evidenziare, a fronte dell’ingente spesa che sarebbe connessa alla realizzazione di una nuova stazione, “la scarsa rilevanza in termini di risparmio del tempo di percorrenza che si avrebbe con la nuova fermata o stazione: 4 minuti sulle complessive 3 ore di percorrenza da Bari a Napoli (2% di risparmio di tempo) o sulle 5 ore da Lecce a Napoli (1,3% di risparmio di tempo)”. Inoltre, con le ipotesi prospettate da RFI “viene fortemente messo in discussione il progetto di mobilità sostenibile, rilanciato nel Patto per la Puglia dal sistema degli Enti Territoriali e del Partenariato socio-economico della provincia di Foggia lo scorso 20 giugno, il cui Nodo Intermodale, adiacente alla Stazione del capoluogo, attende soltanto l’entrata in funzione, dopo anni di lavoro e milioni di euro utilizzati per la realizzazione. Nessun accordo discusso e/o condiviso – affermano i segretari Carmeno, Di Conza e Ricci – prevedeva le ipotesi prospettateci dall’assessore D’Emilio per conto di RFI. Pertanto, se oggi è cambiato qualcosa, riguardo a quanto sottoscritto in questi anni, è doveroso oltre che necessario – concludono i responsabili di Cgil, Cisl e Uil – un tavolo ministeriale che coinvolga adeguatamente la Regione Puglia e il territorio di Capitanata”.
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