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Lavoro. Fumarola a Modena per il confronto con Confindustria: «Salari, partecipazione, fisco, casa, contrattazione: serve un vero patto per il futuro del Paese»

9 Ottobre 2026 | Primo Piano

Lavoro. Fumarola a Modena per il confronto con Confindustria: «Salari, partecipazione, fisco, casa, contrattazione: serve un vero patto per il futuro del Paese»

9 Ottobre 2026 | Primo Piano

«Il filo conduttore che tiene insieme tutte le proposte del nostro Libro Verde è la partecipazione». Lo ha sottolineato la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, intervenendo oggi al Tecnopolo di Modena al confronto «Costruire il futuro: dialogo tra impresa e lavoro», che l’ha vista protagonista insieme al presidente di Confindustria, Emanuele Orsini.

L’evento, organizzato dalla Cisl Emilia Centrale, è stato introdotto dalla segretaria generale Rosamaria Papaleo e moderato da Davide Berti, direttore della Gazzetta di Modena, della Gazzetta di Reggio e de La Nuova Ferrara.

Al centro del confronto, l’agenda del Libro Verde della Cisl, con le proposte per rilanciare la crescita, migliorare la qualità del lavoro e rafforzare il ruolo delle parti sociali nella costruzione delle politiche economiche e sociali del Paese.

«Nelle aziende in cui è stata praticata, la partecipazione ha funzionato, permettendo a lavoratrici e lavoratori di gestire le crisi insieme all’impresa, prima che diventassero irreversibili, intervenendo sull’organizzazione del lavoro e su altri aspetti strategici», ha affermato Fumarola. «Chiediamo dunque che la legge sulla partecipazione sia dotata di un fondo strutturale. Per noi la partecipazione è un esercizio di responsabilità senza delegare ad altri ciò che spetta a noi fare insieme a Confindustria e alle altre parti sociali» ha affermato Fumarola.

Sul confronto con le associazioni datoriali, la leader Cisl ha ribadito la disponibilità a chiudere rapidamente un’intesa, indicando però le condizioni necessarie: «Auspichiamo di sottoscrivere l’accordo con tutte le associazioni datoriali quanto prima, ma la firma arriverà soltanto se vi sarà una risposta compiuta a tutte le questioni che abbiamo posto: rappresentanza e contrattazione, garantendo massimo respiro alla contrattazione decentrata per vicinanza alle imprese e estendendola dove ancora non c’è; salute e sicurezza, un’emergenza non più tollerabile di fronte a tre morti al giorno sul lavoro; formazione, intesa come diritto universale ed esigibile; partecipazione reale dei lavoratori».

«Firmando l’accordo su queste basi, potremo davvero dare un contributo fondamentale ed in autonomia al futuro del Paese», ha aggiunto.

Altro capitolo centrale è quello fiscale, in vista della definizione della prossima manovra finanziaria. «Riteniamo indispensabile agire sulla leva fiscale, ed è fondamentale farlo insieme. Per questo consideriamo prioritario incontrare il Governo prima che la manovra finanziaria venga definita», ha dichiarato Fumarola.

La Cisl continua a chiedere «che l’aliquota del 33% sia estesa ai redditi fino a 60.000 euro» e che «scaglioni e detrazioni vengano agganciati all’inflazione per contrastare il fiscal drag». Tra le priorità anche la detassazione delle tredicesime e il rafforzamento della detassazione all’1% sui premi di risultato della contrattazione decentrata e sugli utili negoziati.

«Le risorse esistono: con oltre 100 miliardi ancora sommersi, occorre smettere di concedere condoni e prebende, applicando invece il principio costituzionale della progressività fiscale», ha sottolineato la segretaria generale.

Infine, Fumarola ha richiamato l’attenzione sull’emergenza abitativa, che colpisce fasce sempre più ampie della popolazione. «La casa è oggi la nuova frattura sociale, e quello che sta succedendo anche in Spagna lo dimostra. È un tema di cui dobbiamo occuparci perché, dal 2021 al 2025, il costo delle abitazioni è aumentato del 15%. Perfino il ceto medio con stipendi e strutture più solide soffre, perché non riesce a pagare un affitto o ad acquistare un’abitazione; figuriamoci chi non ha queste opportunità».

Per la leader Cisl, il piano casa rappresenta «un primo passo in avanti», ma occorre fare di più, a partire dal recupero degli immobili popolari da ristrutturare, circa 60.000. «Andrebbero incentivate tramite un credito d’imposta, quelle imprese che investono in alloggi per i propri dipendenti. E occorre utilizzare fino all’ultimo centesimo tutte le risorse messe a disposizione dall’Europa, senza perdere altro tempo» ha concluso Fumarola.

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