“Ripopolare le aree montane e in abbandono è possibile solo se diamo priorità alle filiere agroalimentari, alle comunità green, a una gestione innovativa del patrimonio forestale e al mantenimento e sviluppo delle attività agrosilvopastorali, anche nell’ottica di una politica di contrasto alla crisi climatica. Per questo da anni stiamo proponendo riforme e azioni concrete a salvaguardia delle aree montane, che nel nostro Paese interessano oltre 4 mila comuni, cioè più della metà del totale, e costituiscono una ricchezza inestimabile in termini di biodiversità, risorse naturali, patrimonio paesaggistico, identità culturale”.
Lo scrive sul quotidiano online In Terris il Segretario Generale della Fai-Cisl, Onofrio Rota, commentando la ricorrenza della Giornata Internazionale della Montagna, dedicata quest’anno al tema “Mountain solutions for a sustainable future: innovation, adaptation, youth and beyond”.
Il leader della Federazione agroalimentare della Cisl denuncia il calo demografico, “cui si aggiungerà nei prossimi dieci anni una riduzione del 5,5% degli abitanti delle zone rurali”, e il consumo di suolo, “che nel 2023 ha sottratto 2,3 metri quadrati al secondo”. “Invertire la rotta – afferma il sindacalista – è possibile e doveroso: bisogna connettere le comunità montane con infrastrutture materiali e digitali e renderle inclusive anziché luoghi di svago elitario, serve una fiscalità di vantaggio per famiglie e imprese che vivono in montagna, va approvata e attuata una legge organica contro il consumo di suolo, inoltre servono percorsi di inclusione lavorativa e formazione imprenditoriale per i tanti immigrati che contribuiscono a tenere in vita comunità rurali e tradizioni locali, molti dei quali impiegati proprio nel settore agricolo, nella trasformazione alimentare e nell’artigianato, nel sistema allevatoriale, bisogna poi attuare la Legge Realacci sui piccoli comuni e la Strategia delle green communities. Altro passo fondamentale – aggiunge Rota – è riformare il settore forestale, finanziandolo in modo strutturale e continuativo, puntando su una forestazione produttiva, che faccia leva su competenze e innovazioni, favorendo la crescita connessa delle filiere del legno, dell’energia, della bioeconomia, dell’industria manifatturiera di trasformazione, del turismo. Proporremo tutte queste misure anche nei tavoli istituzionali previsti dal Masaf, con l’obiettivo di avviare una cabina di regia sulle aree interne che porti quanto prima a risultati concreti”.
Giornata Internazionale della Montagna. Rota (Fai Cisl): “Un rinnovato impegno per il lavoro e lo sviluppo sostenibile”
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