Roma, 27 gennaio 2021 – Non è bastato un 2019 caratterizzato da dismissioni, cessioni di storici punti vendita e procedure di licenziamento collettivo, e non è stato nemmeno sufficiente il 2020, anno della pandemia globale, della paura quotidiana del contagio unito a quello della cassa integrazione in deroga che, da giugno dello scorso anno, si abbatte sulla vita sul salario di centinaia di lavoratori degli ipermercati del gruppo Pam Panorama.
L’anno 2021 rischia di iniziare ancor peggio di come si è concluso quello precedente.
Una nuova richiesta di proroga dell’ammortizzatore sociale incombe per gli stessi mercati già pesantemente impattati nei mesi precedenti dalle riduzioni orarie, con una variante importante che poco ha a che fare con l’emergenza da Covid19 e molto più con i processi di riorganizzazione e i riassetti commerciali del gruppo Panorama.
Un ammortizzatore che, così come concepito, colpirà in modo discriminatorio e selettivo i soli lavoratori occupati nei reparti ridimensionati per effetto del nuovo assetto commerciale del gruppo.
Libero servizio, no food, casse, elettronica di consumo, reparti dove sono occupati lavoratori la cui unica colpa è quella di essere collocati nella “zona” sbagliata, sacrificabile e sacrificata degli ipermercati.
“Un’impostazione irricevibile” – dichiarano Maurizio Alberighi, Lucio Mazzei e Sergio Moro, rispettivamente della Filcams-CGIL Roma Lazio, Fisascat-Cisl Roma Capitale e Rieti e Uiltucs Roma e Lazio, all’indomani dell’incontro che si è tenuto con la direzione aziendale di Pam Panorama, aggiungendo che “è assurda, illegittima e dannosa la decisione di applicare, a totale discrezione dell’azienda, diverse percentuali di ammortizzatori sociali in base ai reparti”.
Un incontro, quello di ieri, improduttivo e in controtendenza con il passato, che pur con enormi criticità, aveva consegnato per molti anni un sistema di relazioni sindacali consolidato – in alcuni casi proficuo, risolutivo e improntato alla condivisione ed al confronto.
Nessuna disponibilità da parte dell’azienda nel rivedere le proprie posizioni che, a detta dei rappresentanti delle tre organizzazioni sindacali “assumono connotati fortemente preoccupanti e discriminatori e un profilo di potenziale illegittimità normativa in assenza di un’equa ripartizione e rotazione dell’ammortizzatore sociale tra tutti i lavoratori”.
“Le Organizzazioni Sindacali hanno proceduto ad una diffida nei confronti di Pam Panorama dall’intraprendere iniziative unilaterali di riduzione oraria nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, chiarendo che procederanno contestualmente ad una segnalazione immediata a gli organi competenti, al fine di verificare la leicità delle azioni intraprese dall’azienda.
A fronte delle rigide posizioni assunte dalla società, è stato avviato con decorrenza immediata lo stato di agitazione di tutti i lavoratori dipendenti afferenti ai canali destinazione/prossimità del gruppo Pam Panorama Spa, riservandosi di agire, già dalle prossime ore, con ulteriori azioni diffuse di lotta sull’intero perimetro della rete di vendita.
Lazio. Pam Panorama, sindacati Roma e Lazio: “Ancora una volta costi del piano industriale scaricati su lavoratrici e lavoratori, stato di agitazione”
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