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Marche. Gruppo Elica. Nobis ( Fim Cisl): “E’ la punta di un’iceberg della crisi del settore. Serve una politica industriale di rilancio”

Pubblicato il 11 Mag, 2021

In oltre 700 hanno manifestato questa mattina contro la chiusura dello stabilimento Elica di Cerreto D’Esi e la delocalizzazione del 70% delle produzioni. Con i lavoratori del Gruppo Elica, hanno manifestato anche i lavoratori della Whirlpool, Faber, Elctrolux e di tutto l’indotto dell’elettrodomestico, contro la scelta inaccettabile del Gruppo di delocalizzare la produzione delle Marche in Polonia, lasciando a casa 409 lavoratori su 509 in forza nel sito. “Una motivazione che non trova ragioni, – sottolinea il Segretario nazionale Fim Cisl, Massimiliano Nobis – soprattutto alla luce di investimenti effettuati su Ricerca e Sviluppo concentrandosi su prodotti delocalizzati nello stabilimento polacco, a scapito degli stabilimenti marchigiani tralasciando anche la formazione professionale. Tema più volte richiamato e sollecitato dal sindacato.

Quella del Gruppo Elica purtroppo è solo la punta dell’icerberg di un settore, quello dell’elettrodomestico, e di tutta la sua filiera che va: dall’elettronica, all’industria del mobile e del design, che dalle Marche alla Campania sta mostrando delle fragilità che non possiamo permetterci. Una filiera che va assolutamente sostenuta chiediamo al governo un impegno concreto. Bisogna risolvere da subito le situazioni di crisi aperte ormai da troppi anni e politiche di sostegno e investimenti per il rilancio di settore importante per il Made In Italy e l’occupazione del Paese.

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