«Lo stabilimento siderurgico di Taranto non può continuare ad andare avanti in una condizione di sopravvivenza. Serve un Piano industriale credibile e chiarezza sui livelli occupazionali». È l’appello alle istituzioni lanciato dal segretario generale aggiunto e dal coordinatore di fabbrica di Acciaierie d’Italia della Fim Cisl Taranto Brindisi, rispettivamente Biagio Prisciano e Vincenzo La Neve, in seguito agli ultimi sviluppi – Tavolo ministeriale compreso – che tengono ingessata la vertenza.
«Ogni giorno – spiega La Neve – all’interno della fabbrica assistiamo ad una condizione di precarietà. A che serve presentare un Piano industriale se poi a livello operativo non cambia nulla? Le nostre segnalazioni, quasi con cadenza giornaliera, sul malfunzionamento degli impianti, certamente non ci inorgogliscono. Al contrario, vorremmo essere testimoni del rilancio di una fabbrica, ma ad oggi ciò non è possibile. E allora, insieme ai nostri Rsu e Rls, non ci resta che esercitare la nostra azione di controllo, anche in termini propositivi. Ma ad oggi ogni proposta lanciata negli incontri aziendali, rimane inevasa. Continuiamo ad assistere ad un atteggiamento a senso unico da parte del management aziendale che, anche al cospetto dei recenti licenziamenti operati, continua a non dare risposte. Serve – aggiunge La Neve – un cambio di passo».
Nel corso dell’incontro tenuto al Mise, venerdì scorso, il Governo ha ribadito la volontà di investire e rilanciare sul sito di Taranto e con esso sui siti del Gruppo. Ma ciò non basta.
«Come ribadito dalla Fim e dalla Cisl a tutti i livelli – spiega Biagio Prisciano – serve voltare pagina in maniera netta. Accogliamo favorevolmente ogni intento da parte del Governo, acché – risolti i nodi con la sentenza del Consiglio di Stato – si insedi il nuovo CdA, guardando verso l’acquisizione futura della quota di maggioranza, e quindi del controllo, di Acciaierie d’Italia da parte dello Stato. Ma nel transitorio serve altro in termini di produttività e occupazione, specie in una fase come questa in cui si registra una forte richiesta di acciaio».
Infine, per la Fim Cisl è quanto mai necessario sbloccare la trattativa, attraverso un confronto serrato, utile a dirimere ogni percorso verso l’auspicata transizione ecologica.
«Siamo disponibili ad affrontare ogni problematica, con grande senso di responsabilità, puntando – conclude Biagio Prisciano – al raggiungimento di un accordo sindacale che preveda investimenti, il reintegro dei lavoratori attualmente in Cassa integrazione, con garanzie di reintegro anche della forza lavoro attualmente ancora in capo alla Amministrazione straordinaria, per i quali al momento non intravediamo alcun valido percorso alternativo».
Puglia. Cisl: “Acciaierie D’Italia, ex-Ilva. La situazione di stallo in cui versa il polo di Taranto non giova a nessuno. Attuare il Piano di rilancio, puntando sulla transizione ecologica e sulla salvaguardia di tutti i livelli occupazionali”
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