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Veneto. Disegnare oggi la scuola di domani. Esserci, fare, cambiare. Congresso Cisl Scuola: “confermata la segreteria generale Lorella Benvegnu’”

Pubblicato il 19 Nov, 2021



“Tagli, disinvestimenti, precariato, burocrazia. I mali della scuola, anche a Treviso e a Belluno, sono molti e vengono da lontano, da ben più lontano degli ultimi due anni di pandemia, che li ha messi sotto gli occhi di tutti”. Con un’analisi lucida e documentata delle criticità che attanagliano il mondo della scuola, la segretaria generale della categoria Cisl che rappresenta personale docente, ausiliario, amministrativo e presidi degli istituti delle due province ha aperto il terzo Congresso territoriale, che si è concluso nel tardo pomeriggio di giovedì 18 a Pedavena con il rinnovo degli organi dirigenziali.
Benvegnù è stata confermata alla guida della Cisl Scuola Belluno Treviso. 61 anni, feltrina, laureata in Lettere, attiva nel volontariato e nell’associazionismo, è entrata nel mondo della scuola nel 1986 come docente di scuola secondaria. Nel 2000 è stata eletta Rsu, 8 anni dopo ha deciso di dedicarsi a tempo pieno all’attività sindacale: nel 2010 è stata eletta segretaria generale della Cisl Scuola di Belluno, nel 2013 segretaria aggiunta nella unificata Cisl Scuola trevigiano-bellunese e nel dicembre 2020 Segretaria generale. Con lei, ieri, è stata confermata in segreteria Anna Lucia Tamborrini, assistente tecnico informatico residente a Ponzano Veneto (Treviso), in Cisl Scuola da 6 anni. Nuovo ingresso quello di Andrea Borsato, 43enne dirigente scolastico trevigiano che sostituisce Valerio Furlanetto andato in pensione in settembre.
“Ringrazio tutti per la fiducia che mi è stata rinnovata – ha detto Benvegnù– e do il benvenuto ai nuovi segretari e un ringraziamento al segretario uscente Furlanetto. Gli ormai quasi 5 anni che ci separano dal precedente Congresso sono stati molto difficili per la scuola e per il pubblico impiego in generale e non solo per la pandemia che ha funestato l’intera società negli ultimi due, ma perché sono arrivati al pettine i nodi dei tagli imposti nel 2008 e mai risarciti né alla scuola né al pubblico impiego”. Tagli che nel corso degli anni hanno determinato carenze di organico, blocco del turnover e difficoltà negli uffici scolastici e nelle segreterie, ma anche fra i docenti e i dirigenti, e sofferenza in tutti gli ambiti in cui hanno agito i disinvestimenti sui servizi connessi alla scuola: dal supporto per gli alunni con disabilità da parte dei servizi socio-sanitari, alla riduzione degli interventi di competenza degli enti locali a loro volta sottoposti a tagli.
“Posto che sarebbe necessario poter contare su più personale per ridurre il numero degli alunni per classe e rispondere alle richieste delle famiglie di tempo pieno e di servizi per l’infanzia – ha sottolineato Benvegnù nella relazione congressuale -, anche ad organici invariati ciò che chiediamo per la scuola è la normalità, che per il personale docente significa assunzioni stabili, formazione, avvio del servizio il 1° settembre. Già solo quest’ultimo aspetto permetterebbe di migliorare la situazione delle scuole del nostro territorio, che stanno vivendo situazioni che di anno in anno diventano più difficili, con una percentuale di personale docente supplente del 30% (60% se ci riferiamo ai docenti di sostegno) e che prende servizio ad anno scolastico ampiamente iniziato. Nel PNRR investimenti su questi aspetti ce ne sono, ma sono sull’edilizia, non sull’ampliamento della pianta organica”.
La Cisl Scuola punta il dito anche contro il precariato del personale scolastico. A Treviso e Belluno un insegnante su tre è un supplente. La media è di 26 supplenti per scuola a Treviso (con punte di 80 precari in qualche scuola superiore) e 23 a Belluno. “Riguardo al personale Ata, la situazione fa indignare ancora di più– afferma Benvegnù – perché è una scelta del ministero quella di stabilizzare il personale solo sul 50% dei posti che annualmente risultano disponibili in organico di diritto, per cui il permanere del precariato Ata viene scientemente pianificato: a Belluno su 148 disponibilità ci sono state 62 assunzioni a tempo indeterminato, a Treviso le assunzioni sono state 200 su 461 disponibilità. I nostri territori non chiedono interventi eccezionali, ma il dovuto, che passa anche per testi normativi semplici, che si inseriscano coerentemente nella legislazione e che siano poi efficacemente attuati”.
Al centro della relazione di Benvegnù, anche il tema della femminilizzazione della scuola, un processo che non si arresta neppure nei territori di Treviso e Belluno: nell’arco dell’ultimo decennio la percentuale di donne in cattedra è salita di oltre due punti in percentuale, e si attesta ora intorno all’83%, con una diversa distribuzione nei vari ordini di scuola e con tassi in aumento nella secondaria. “La docenza attira sempre di più le donne – spiega Benvegnù – che, comunque e nonostante i mutati ruoli sociali, aggiungono all’attività lavorativa i carichi di lavoro familiari e domestici, spesso anche attività di cura e assistenza, oltre a quelle connesse alla maternità. Anche nella scuola, vanno potenziate le politiche di conciliazione vita-lavoro, come va ripensata la normativa sul part time, sempre più forte nella scuola del nostro territorio, arrivando al caso limite della provincia di Belluno in cui alcuni profili professionali (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi) e diverse classi di concorso hanno ormai saturato il contingente”.
Infine, nel corso del Congresso, sono stati trattati il tema dello spopolamento, molto sentito soprattutto in provincia di Belluno, e quello dell’inclusione degli studenti stranieri, questione approfondita anche grazie all’intervento durante i lavori di Antonio Calò, professore trevigiano, cittadino europeo dell’anno nel 2018 e Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana per l’esempio di civiltà e generosità che ha fornito aprendo negli anni scorsi la sua casa a sei giovani profughi. Sempre in materia di immigrazione, applaudito l’intervento di Giancarlo Pederzolli, referente del coordinamento veneto dell’Iscos, ong della Cisl che da quasi 40 anni si occupa di cooperazione internazionale. Proprio all’Iscos la Cisl Scuola, in un’ottica di solidarietà e sostenibilità, ha devoluto l’intera somma di denaro destinata ai gadget congressuali.

“Tagli, disinvestimenti, precariato, burocrazia. I mali della scuola, anche a Treviso e a Belluno, sono molti e vengono da lontano, da ben più lontano degli ultimi due anni di pandemia, che li ha messi sotto gli occhi di tutti”. Con un’analisi lucida e documentata delle criticità che attanagliano il mondo della scuola, la segretaria generale della categoria Cisl che rappresenta personale docente, ausiliario, amministrativo e presidi degli istituti delle due province ha aperto il terzo Congresso territoriale, che si è concluso nel tardo pomeriggio di giovedì 18 a Pedavena con il rinnovo degli organi dirigenziali.
Benvegnù è stata confermata alla guida della Cisl Scuola Belluno Treviso. 61 anni, feltrina, laureata in Lettere, attiva nel volontariato e nell’associazionismo, è entrata nel mondo della scuola nel 1986 come docente di scuola secondaria. Nel 2000 è stata eletta Rsu, 8 anni dopo ha deciso di dedicarsi a tempo pieno all’attività sindacale: nel 2010 è stata eletta segretaria generale della Cisl Scuola di Belluno, nel 2013 segretaria aggiunta nella unificata Cisl Scuola trevigiano-bellunese e nel dicembre 2020 Segretaria generale. Con lei, ieri, è stata confermata in segreteria Anna Lucia Tamborrini, assistente tecnico informatico residente a Ponzano Veneto (Treviso), in Cisl Scuola da 6 anni. Nuovo ingresso quello di Andrea Borsato, 43enne dirigente scolastico trevigiano che sostituisce Valerio Furlanetto andato in pensione in settembre.
“Ringrazio tutti per la fiducia che mi è stata rinnovata – ha detto Benvegnù– e do il benvenuto ai nuovi segretari e un ringraziamento al segretario uscente Furlanetto. Gli ormai quasi 5 anni che ci separano dal precedente Congresso sono stati molto difficili per la scuola e per il pubblico impiego in generale e non solo per la pandemia che ha funestato l’intera società negli ultimi due, ma perché sono arrivati al pettine i nodi dei tagli imposti nel 2008 e mai risarciti né alla scuola né al pubblico impiego”. Tagli che nel corso degli anni hanno determinato carenze di organico, blocco del turnover e difficoltà negli uffici scolastici e nelle segreterie, ma anche fra i docenti e i dirigenti, e sofferenza in tutti gli ambiti in cui hanno agito i disinvestimenti sui servizi connessi alla scuola: dal supporto per gli alunni con disabilità da parte dei servizi socio-sanitari, alla riduzione degli interventi di competenza degli enti locali a loro volta sottoposti a tagli.
“Posto che sarebbe necessario poter contare su più personale per ridurre il numero degli alunni per classe e rispondere alle richieste delle famiglie di tempo pieno e di servizi per l’infanzia – ha sottolineato Benvegnù nella relazione congressuale -, anche ad organici invariati ciò che chiediamo per la scuola è la normalità, che per il personale docente significa assunzioni stabili, formazione, avvio del servizio il 1° settembre. Già solo quest’ultimo aspetto permetterebbe di migliorare la situazione delle scuole del nostro territorio, che stanno vivendo situazioni che di anno in anno diventano più difficili, con una percentuale di personale docente supplente del 30% (60% se ci riferiamo ai docenti di sostegno) e che prende servizio ad anno scolastico ampiamente iniziato. Nel PNRR investimenti su questi aspetti ce ne sono, ma sono sull’edilizia, non sull’ampliamento della pianta organica”.
La Cisl Scuola punta il dito anche contro il precariato del personale scolastico. A Treviso e Belluno un insegnante su tre è un supplente. La media è di 26 supplenti per scuola a Treviso (con punte di 80 precari in qualche scuola superiore) e 23 a Belluno. “Riguardo al personale Ata, la situazione fa indignare ancora di più– afferma Benvegnù – perché è una scelta del ministero quella di stabilizzare il personale solo sul 50% dei posti che annualmente risultano disponibili in organico di diritto, per cui il permanere del precariato Ata viene scientemente pianificato: a Belluno su 148 disponibilità ci sono state 62 assunzioni a tempo indeterminato, a Treviso le assunzioni sono state 200 su 461 disponibilità. I nostri territori non chiedono interventi eccezionali, ma il dovuto, che passa anche per testi normativi semplici, che si inseriscano coerentemente nella legislazione e che siano poi efficacemente attuati”.
Al centro della relazione di Benvegnù, anche il tema della femminilizzazione della scuola, un processo che non si arresta neppure nei territori di Treviso e Belluno: nell’arco dell’ultimo decennio la percentuale di donne in cattedra è salita di oltre due punti in percentuale, e si attesta ora intorno all’83%, con una diversa distribuzione nei vari ordini di scuola e con tassi in aumento nella secondaria. “La docenza attira sempre di più le donne – spiega Benvegnù – che, comunque e nonostante i mutati ruoli sociali, aggiungono all’attività lavorativa i carichi di lavoro familiari e domestici, spesso anche attività di cura e assistenza, oltre a quelle connesse alla maternità. Anche nella scuola, vanno potenziate le politiche di conciliazione vita-lavoro, come va ripensata la normativa sul part time, sempre più forte nella scuola del nostro territorio, arrivando al caso limite della provincia di Belluno in cui alcuni profili professionali (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi) e diverse classi di concorso hanno ormai saturato il contingente”.
Infine, nel corso del Congresso, sono stati trattati il tema dello spopolamento, molto sentito soprattutto in provincia di Belluno, e quello dell’inclusione degli studenti stranieri, questione approfondita anche grazie all’intervento durante i lavori di Antonio Calò, professore trevigiano, cittadino europeo dell’anno nel 2018 e Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana per l’esempio di civiltà e generosità che ha fornito aprendo negli anni scorsi la sua casa a sei giovani profughi. Sempre in materia di immigrazione, applaudito l’intervento di Giancarlo Pederzolli, referente del coordinamento veneto dell’Iscos, ong della Cisl che da quasi 40 anni si occupa di cooperazione internazionale. Proprio all’Iscos la Cisl Scuola, in un’ottica di solidarietà e sostenibilità, ha devoluto l’intera somma di denaro destinata ai gadget congressuali.

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