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Primo maggio 2021. ‘L’Italia Si Cura con il lavoro’. Sbarra: “Cgil Cisl Uil in campo per la ripartenza in sicurezza e la ricostruzione del Paese”

Pubblicato il 1 Mag, 2021

“Anche quest’anno le nostre bandiere non possono sventolare numerose come avremmo desiderato nelle piazze del nostro paese. Ma quel giorno arriverà. Lavoratori, lavoratrici, pensionati, donne e giovani torneranno a manifestare insieme. E noi oggi siamo qui, non a caso, davanti ad un ospedale che esprime qualità, solidarietà proprio per dare al paese un forte segnale di unità e speranza”. Ha detto il Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra al comizio per il Primo Maggio, oggi al Nuovo Ospedale dei Castelli di Ariccia, dove con l’inno d’Italia si sono aperte ufficialmente le celebrazioni del Primo Maggio. “L’Italia Si Cura con il lavoro”, lo slogan scelto da Cgil Cisl Uil  per la Festa dei lavoratori di questo anno per  ribadire con forza che la ripartenza in sicurezza per il nostro Paese è possibile. Non potendo celebrare la Festa del Lavoro in modalità tradizionale,  Cgil Cisl Uil hanno scelto di organizzare unitariamente per l’occasione, tre distinti eventi sindacali che si sono svolti presso alcuni luoghi simbolici del mondo: oltre l’Ospedale dei Castelli ad Ariccia dove era presente il Segretario generale Cisl Luigi Sbarra, l’acciaieria AST di Terni con il Segretario generale della Cgil, Maurizio Landini e la sede Amazon di Passo Corese, in provincia di Rieti con il Segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

“È stato un anno lungo difficilissimo quello che abbiamo alle nostre spalle, – ha proseguito Sbarra nel suo intervento -. Siamo precipitati dentro una gigantesca emergenza sanitaria, colpiti da una pandemia che ha messo in evidenza le nostre tante fragilità e che ha mietuto 120 mila vittime. Anche oggi il nostro primo pensiero commosso non può che andare a loro. Al dolore di tantissime famiglie spezzate. Se il Paese ha retto, se abbiamo resistito è innanzitutto grazie al lavoro, ai sacrifici, ai rischi affrontati da medici, infermieri, operatori sanitari, grazie all’impegno delle donne e uomini delle forze dell’ordine, della protezione civile, degli enti locali, delle scuole. Grazie a chi ha continuato a garantire i servizi di beni essenziali anche nel periodo di lockdown duro. Grazie al vasto esercito di lavoratori e lavoratrici che operano nelle filiere della vita, nella logistica, nei trasporti, nelle aziende, nella distribuzione, Davvero non può bastare una algoritmo a far girare il mondo al posto loro, al posto di questo grande patrimonio umano fatto di competenze, eccellenze, responsabilità”.
“Eppure – ha osservato Sbarra – è proprio il lavoro a pagare il prezzo più alto, ad una pandemia che ha aggravato le diseguaglianze e nuove povertà. Se ne parla di meno di questi temi ma le file alla Caritas sono più lunghe di quelle per fare il vaccino.
Come non pensare al milione o quasi di lavoro posti persi, nell’ultimo anno, concentrati nelle fasce deboli del precariato soprattutto femminile e giovanile? Come non preoccuparsi di altri 600 mila precari che rischiano di incontrare la stessa sorte? Come non preoccuparsi che 7 su 10 tra le persone che perdono il lavoro finiscono nel buco nero degli inattivi? Come non ricordare 5 miliardi di ore di cassa integrazione dell’ultimo anno? Come non ricordare la caduta dell’11% delle ore lavorate? E come non pensare alla distruzione di quasi 40 miliardi di massa salariarle andata persa per effetto della crisi? Ecco perché diciamo al governo di stare attenti ai contenuti del nuovo decreto sostegni. Vogliamo mandare avanti ancora nei prossimi mesi il blocco dei licenziamenti perché non possiamo aggiungere nuovi disoccupati ai già tanti disoccupati.
Ricorda poi “la “condizione di oltre 120 crisi aziendali che continuano ed essere aperte al ministero dello sviluppo economico, in una condizione di perenne istruttoria. Ci sono 150 mila posti di lavoro collegati a quelle vertenze. Ecco perché bisogna spostare in avanti il blocco dei licenziamenti, almeno fino alla durata dell’emergenza sanitaria. Ecco perché ci serve ancora quel tempo, necessario a cambiare nella prospettiva e per riformare gli ammortizzatori sociali e renderli universali, inclusivi, mutualistici, di tipo assicurativo. Vogliamo tempo per discutere di come avviare le politiche attive, di come finanziamo un grande piano sulla formazione e la crescita delle competenze, come utilizziamo i contratti di solidarietà per evitare licenziamenti e esuberi. E poi la madre di tutte le rivendicazioni: come rilanciamo gli investimenti in questo Paese perché il lavoro non arriva per decreto o per legge. Il lavoro riparte se cominciamo a riavviare gli investimenti pubblici che possono generare una condizione di ripartenza degli investimenti privati”.
“Il sindacato in questo ultimo anno in modo particolare – aggiunge Sbarra – ha proseguito sulla strada della coerenza, di una concreta azione unitaria. Abbiamo fatto scelte difficili ma che sono state fatte con responsabilità. Abbiamo negoziato i rallentamenti produttivi necessari per tutelare la salute pubblica, delle persone, dei lavoratori, delle lavoratici. Abbiamo siglato e sottoscritto un anno fa importanti accordi per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Lo scorso 6 aprile abbiamo conquistato ancora un altro accordo importante, quello di sostenere la campagna di vaccinazione sui luoghi di lavoro perché che vogliamo continuare essere e rimanere al servizi di questo Paese.
Questa è la via che vogliamo seguire, del protagonismo sociale, della condivisione, della partecipazione. Dobbiamo ragionare e agire insieme nel segno della corresponsabilità come ci indica il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Pochi giorni fa, abbiamo salutato l’anniversario del 25 aprile, la liberazione, il momento in cui si chiuse un tempo terribile e se ne aprì un altro. Gli italiani si rimboccarono le maniche, si creò una grande unità di intenti e si ripartì nella fase di ricostruzione, dalle macerie materiali e morali. Si ricostruì il nostro paese. Oggi il nostro compito è analogo e dobbiamo dimostrare la stessa consapevolezza: ricostruzione. E’ questo il compito fondamentale a cui dobbiamo rispondere con tutte le energie. Le risorse civili e morali le abbiamo, abbiamo anche le risorse economiche questa volta”.

Ed ancora: “Grazie al cambio di rotta della UE che finalmente dopo tanti anni si presenta con il vero volto della solidarietà, come fu allora con il piano Marshall. Può e deve essere ancora oggi con il Recovery oggi. Ecco perché chiediamo al Governo una maggiore governance, partecipata dalle parti sociali, dal sindacato. Vogliamo essere ai tavoli delle decisioni per scendere nei dettagli dei progetti. Per cogliere le ricadute economiche, sociali, occupazionali e poi vogliamo stare lì per seguire l’attuazione di quel piano perché siamo interessati a seguire il cronoprogramma, il rispetto dei tempi, la qualità della spesa, i principi di trasparenza e legalità ed anche per mettere a disposizione, qualora dovesse servire, quella flessibilità contrattuale per agevolare e accelerare il cammino degli investimenti.
Serve quindi un nuovo inizio, una nuova ripartenza. Dobbiamo rilanciare crescita e sviluppo, le politiche sociali, quelle per al famiglia, quelle per la non-autosufficienza. Ci dobbiamo dare una nuova visione di politica industriale restando dentro questa difficile fase di transizione tecnologica, ambientale, industriale. Dobbiamo investire sulla scuola, sulla sanità sul pubblico impiego, attuando quel patto che abbiamo sottoscritto qualche mese fa a palazzo Chigi. Questo significa dare risposte decisive al tema degli investimenti, dell’innovazione, del lavoro. Perché serve il lavoro in questo Paese, serve aiutare la crescita dell’occupazione di qualità, la stabilità del lavoro, il valore sociale del lavoro, la dignità della persona soprattutto per giovani e donne.”
Infine la sicurezza sul lavoro: “Dobbiamo fare una battaglia senza quartiere alla scia di sangue interminabile dei morti sul lavoro. Dobbiamo rompere questa condizione di grande difficoltà. Dobbiamo aiutare insieme questo paese a ripartire e lo possiamo fare nella responsabilità, donne uomini, giovani e anziani, italiani e immigrati, sud e nord, lavoro pubblico e privato, tutti siamo tutti legati allo stesso destino. L’Italia in questo momento più che mai deve ritrovarsi una e indivisibile, dobbiamo far evolvere il nostro modello sociale di crescita mettendo al centro il lavoro e la persona. Ecco perché chiediamo che il Presidente Draghi convochi subiti il sindacato, le parti sociali, per decidere insieme come attuare Il PNRR” ha concluso il Segretario generale della Cisl.

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E dalle pagine de ‘Il Messaggero‘.e ‘Avvenire‘, il leader della Cisl ha ricordato che “il sindacato c’è ed è in campo unitariamente per la ripartenza in sicurezza e la ricostruzione del Paese” e che “per questo oggi saremo in tre luoghi “simbolo” del mondo del lavoro, a portare la nostra solidarietà, in particolare, ai lavoratori della sanità ed a tutti coloro che hanno assicurato servizi e beni essenziali ai cittadini in questa lunga fase difficile della vita del Paese. Non ci stancheremo mai di ringraziare queste persone generose che meriterebbero molto di più dalle istituzioni e dalla società. Questa è l’immagine responsabile e positiva del Paese. Dobbiamo tutti far tesoro del loro esempio, della loro grande umanità, del loro senso del dovere e responsabilità”.
Ha poi ricordato che “che la battaglia contro il coronavirus non è ancora finita. E non basta solo la più ampia e capillare diffusione del vaccino, che organizzeremo anche noi presto nelle aziende, per uscire dalla grave crisi. Occorre anche il ‘vaccino’ del lavoro stabile, della crescita, degli investimenti, della giustizia sociale. Questa è la cura di cui il Paese ha bisogno oggi più che mai. Lo diciamo al Premier Draghi: è il momento giusto per un grande “patto sociale”, per una collaborazione virtuosa tra il Governo e le parti sociali, in modo da attuare i contenuti importanti del Recovery Plan ed affrontare insieme la stagione delle grandi riforme di Sistema ( fisco, pubblica amministrazione, lavoro , semplificazioni , giustizia , concorrenza ) attese da lungo tempo. Dobbiamo aprire da subito anche un confronto sul tema delle pensioni per definire le necessarie flessibilità in uscita dal mercato del lavoro”.’ Per Sbarra “‘bisogna unificare finalmente Nord e Sud, rimettere al centro la persona, costruire una società più inclusiva e senza barriere. C’è ancora tanto sfruttamento, tanta disperazione e solitudine nel mondo del lavoro e nella società che solo il sindacato confederale può affrontare con solidarietà e equità. Per recuperare il milione di posti di lavoro persi nell’ultimo anno avremo bisogno di più partecipazione alle decisioni, di più coinvolgimento nelle scelte. Vale per il Governo nazionale, ma vale anche per le istituzioni regionali, per le aziende, per la pubblica amministrazione” , ha concluso il leader Cisl.


“In una fase difficile della vita del Paese, in cui c’è bisogno di ripartire nel segno dell’unità’, della responsabilità’ e della coesione sociale – si legge in una nota unitaria di Cgil, Cisl, Uil – -vogliamo ribadire unitariamente il valore della centralità del lavoro, per ricostruire su basi nuove il nostro Paese ed affrontare con equità e solidarietà le gravi conseguenze economiche e sociali della pandemia”.
Il 2021 continua ad essere colpito dalla emergenza sanitaria che già lo scorso anno ha messo tutti a dura prova.
Qualcosa però sta cambiando con la campagna vaccinale che rappresenta anche il simbolo della speranza che ci permetterà di poter uscire da questa calamità.  Ripartire in totale sicurezza, consapevoli che il lavoro e il vaccino sono l’unica medicina possibile per poter garantire un futuro migliore”. 
In tutte le tre iniziative sindacali, iniziate a partire dalle 11,30 gli interventi anche di alcuni delegati e delegate delle varie categorie. e a partire dalle 12,15 alle 13,00 l’ edizione straordinaria del TG3 dedicata alla Festa dei Lavoratori, con l’intervento dei nostri Segretari Generali: Maurizio Landini, Luigi Sbarra, Pierpaolo Bombardieri. “Il tutto – spiega la nota unitaria – nel pieno rispetto delle regole anti-Covid e con una presenza limitata di delegate e delegati”. (Il programma)

Dalle 16,35 alle 19 e dalle 20,00 alle 24,00, in diretta su Rai 3 l’edizione straordinaria del tradizionale Concertone del Primo Maggio  presso la cavea dell’Auditorium della Musica, con una presenza limitata di pubblico. Condotto da Ambra Angiolini e Stefano Fresi., l’evento ha ospitato le riflessioni dei tre Segretari generali di CGIL, CISL e UIL le testimonianze di nove tra lavoratrici, lavoratori, pensionati e il contributo musicale e performativo di un cast di artisti di altissimo livello.
Luigi Sbarra ha consegnato una targa ricordo della Cisl a Sviatlana Tsikhanouskaya ex candidata alle elezioni presidenziali in Bielorussia a sostegno della sua battaglia per la libertà e la democrazia in Bielorussia.

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