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Puglia. Sindacati: ”Domani 22 ottobre manifestazione nazionale. Basta morti bianche!”

21 Ottobre 2022 | Dai Territori > Puglia

Puglia. Sindacati: ”Domani 22 ottobre manifestazione nazionale. Basta morti bianche!”

21 Ottobre 2022 | Dai Territori > Puglia

‘Non sono numeri, sono persone! Basta morti bianche!’. Questo è lo slogan della grande manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma, in Piazza S.S. Apostoli, sabato 22 ottobre a partire dalle ore 10.00, alla presenza dei Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Luigi Sbarrae Pierpaolo Bombardieri. 

L’evento, che conclude la settimana di mobilitazione indetta da CGIL, CISL e UIL, avrà come scopo quello di lanciare un forte appello al nuovo Governo e a tutte le forze politiche, affinché si ponga fine alla strage silenziosa di morti sul lavoro.

I dati diffusi dall’INAIL, per i primi 8 mesi dell’anno, riportano un numero di denunce di infortunio con esito mortale pari a 677, con una media di 3 vittime al giorno. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiaratoalcuni giorni fa “inaccettabile” questa scia di sangue aggiungendo che “lavorare non può significare porre a rischio la propria vita. I numeri delle vittime degli incidenti sul lavoro sono allarmanti, drammatici”. 

In Puglia le denunce di infortunio, per il periodo Gennaio-Agosto 2022, sono state 20.028 delle quali, purtroppo, 47 con esito mortale. 

Nella provincia di Lecce si contano, invece, nello stesso periodo 3.502 infortuni con 9 vittime. 

Come recita lo slogan della manifestazione “non sono numeri, sono persone”. Donne e uomini che hanno perso la vita sul posto di lavoro o nel tragitto per raggiungerlo. Dai ragazzi di alternanza scuola/lavoro, alle lavoratrici o lavoratori nei primi giorni di lavoro senza alcuna formazione specifica per arrivare ai tanti che muoiono a causa delle cadute dall’alto o nei campi per le alte temperature. 

Sullo sfondo uno scenario caratterizzato da lavoro nero, grigio, da caporalato e da irregolarità contrattuali e sulla sicurezza ben presenti nel nostro tessuto imprenditoriale e che le ispezioni effettuate dagli Organi di Vigilanza puntualmente riscontrano (nel 2021 sono risultate irregolari il 69% delle aziende controllate). 

La CISL, insieme a CGIL e UIL, ha presentato ai vari Governi – nel corso degli anni – le piattaforme unitarie su salute e sicurezza chiedendo un confronto diretto e l’emanazione di provvedimenti conseguenti, che solo in parte sono avvenuti con l’approvazione della Legge 215/2021. E proprio allo scopo di promuovere le azioni sindacali di contrasto al fenomeno degli infortuni e delle morti bianche, a partire dal 17 ottobre scorso, sono state programmate nel nostro territorio assemblee nei luoghi di lavoro per rilanciare l’attenzione al rispetto delle norme sulla sicurezza e la promozione della cultura della prevenzione. Momenti di confronto e di sensibilizzazione che hanno visto la partecipazione di lavoratrici e lavoratori dei settori metalmeccanico, tessile abbigliamento e calzaturiero nonché dei comparti delle costruzioni e dell’agricoltura, quest’ultimi considerati particolarmente esposti al rischio infortuni. 

Come Sindacato Confederale chiediamo risposte concrete al nuovo Governo. A cominciare dai controlli che dovranno essere intensificati – in termini di qualità, quantità e frequenza – potenziando il numero degli ispettori e realizzando un coordinamento tra i vari Organi di Vigilanza, anche attraverso il coinvolgimento delle Parti Sociali. Per passare, poi, ai finanziamenti alle imprese, che aumenteranno per l’attuazione del PNRR, per i quali si chiede che gli stessi siano condizionati a investimenti in salute e sicurezza sul lavoro: le aziende di ogni settore devono seguire criteri di qualificazione (come ad esempio il modello della “patente a punti”) e sia vincolante anche negli appalti privati, come già esiste in quelli pubblici, l’applicazione solo dei contratti collettivi di lavoro stipulati da associazioni sindacali comparativamente piùrappresentative. E per finire con i temi, ai quali riservare particolare priorità, come la formazione e l’addestramento per tutte le lavoratrici e i lavoratori, per ogni tipo di contratto, già dall’inizio dell’attività lavorativa prima di essere adibiti alla mansione. E la formazione per i datori di lavoro quale requisito per l’avvio o l’esercizio d‘impresa. Solo attraverso la continua ed incessante promozione della cultura della sicurezza, la tutela della salute e la diffusione della prevenzione degli infortuni si potrà contribuire a fermare questa strage. E a tale scopo auspichiamo che, in tempi brevi, sia riavviata l’attività dell’Osservatorio Provinciale Sicurezza sul Lavoro, costituito presso la Prefettura di Lecce.                      

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