«Quanto emerge dall’inchiesta su Glovo-Foodinho non può lasciare indifferenti. È necessario che venga fatta piena chiarezza e che siano accertate tutte le eventuali responsabilità. Attendiamo di leggere le motivazioni, perché se confermata l’accusa, saremmo di fronte a pratiche contro i principi fondamentali del nostro ordinamento». E’ quanto dichiarano Mattia Pirulli, segretario confederale CISL, Monica Mascia, segretaria generale aggiunta Fit Cisl, Silvia Casini, segretaria nazionale FeLSA Cisl.
«Servono controlli costanti, incisivi, va garantita l’applicazione dei contenuti contrattuali stipulati dalle parti sociali più rappresentative e costruire, sempre con la contrattazione, in modo particolare nella flessibilità, il terreno di regolazione dei rapporti di lavoro. Salario equo, sicurezza – incluso il contrasto all’illegalità -, tutela della salute, non sono opzionali, ma elementi essenziali di qualsiasi rapporto di lavoro, anche nella flessibilità», aggiungono i sindacalisti Cisl.
«Da tempo denunciamo il rischio che il lavoro mediato dalle piattaforme , se non regolamentato da un solido sistema di relazioni industriali, rischia di diventare terreno fertile per nuove forme di sfruttamento. È una deriva che va contrastata con determinazione. È indispensabile far evolvere in senso cooperativo gli algoritmi che regolano l’organizzazione del lavoro dei rider come sottolineato anche nella direttiva Europea il cui recepimento deve avvenire entro l’anno. Anche per questo bisogna costruire accordi che stabiliscano affidamenti certi tra le parti per coniugare responsabilità sociale, flessibilità negoziata, competitività».
«Il food delivery, e più in generale il lavoro su piattaforma che coinvolge più di un milione di persone, è un settore che può e deve essere governato ponendo al centro i bisogni della persona. La strada è quella della contrattazione collettiva, della buona rappresentanza sociale, della legalità e di una più forte partecipazione dei lavoratori».
Polizia locale. Fumarola al convegno Fp Cisl: «E’ tempo di garantire tutele adeguate a chi svolge un lavoro esposto, complesso e spesso rischioso. Non c’e’ sviluppo, coesione sociale, crescita, senza sicurezza integrata»
«Non c’è sviluppo senza sicurezza. Non c’è coesione sociale, non c’è crescita, non c’è benessere distribuito, se non c’è sicurezza. Non una sicurezza ridotta a mero ordine pubblico, ma una sicurezza più ampia, più profonda, che riguarda la possibilità concreta per i...







