Roma, 21 aprile 2016. “Lascia esterrefatti la decisione del TAR Lazio, che ha fissato per il 19 maggio l’udienza in cui si pronuncerà sulle richieste di ammissione in via cautelare alle prove d’esame di molti ricorrenti che hanno impugnato la loro esclusione dal concorso per la docenza. Peccato che a quella data le prove saranno state in gran parte già effettuate, con danno irreparabile per i diretti interessati, che paradossalmente potrebbero vedere accolta la loro richiesta ma non potersene concretamente più avvalere. Un’autentica beffa si aggiungerebbe così al gravissimo danno subito”. – dichiara la Segretaria generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi- “A rendere ancor più inaccettabile la decisione del TAR è il fatto che risulti esattamente opposta a quella assunta per altre richieste analoghe, presentate da ricorrenti ai quali sarà invece consentito partecipare cautelarmente alle prove concorsuali. Ma c’è di più – continua la Gissi – sulle motivazioni di quei ricorsi, il TAR ha ritenuto di sollevare questione di legittimità costituzionale. Per questo risulta del tutto inspiegabile, oltre che intollerabile, la disparità di trattamento riservata ad altri ricorrenti che si trovano nella stessa identica situazione, ma saranno invece esclusi dalla partecipazione alle prove. È lecito chiedersi – prosegue – che cosa possa aver determinato un così plateale capovolgimento di decisioni: pesa forse la preoccupazione che il Ministero non sia in grado di reggere organizzativamente un afflusso di ricorrenti considerato eccessivo? Se questa fosse la ragione, ci sarebbe da gridare ancor più allo scandalo, perché non è con una giustizia disuguale che si può rimediare a eventuali inefficienze o incapacità di un’amministrazione. Si ponga subito rimedio – conclude la Segretaria della Cisl Scuola – a una situazione di così palese ingiustizia, non si può accettare che su casi identici vengano usati due pesi e due misure”.
Scuola. Concorso docenti, Gissi (Cisl Scuola): sui ricorsi una giustizia disuguale?
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