“Lo smart working – ha aggiunto – se ben implementato è un’ottima occasione per rilanciare efficienza d’impresa, benessere del lavoratore, sostenibilità ambientale. Opportunità che però, sia nel privato che nel pubblico, non possono essere colte da una legge indifferenziata che impone soglie massime o deroghe che permettono alle imprese di operare unilateralmente. In vista della fine del regime di emergenza, prevista il 15 ottobre, dobbiamo arrivare a un’intesa concertata tra Governo, Sindacato e Imprese per stabilire saldi affidamenti reciproci da attuare nei luoghi di lavoro attraverso la contrattazione nazionale, aziendale e territoriale. Linee che riguardano, tra l’altro, la difesa del salario, chiari limiti sull’orario massimo di lavoro, il riconoscimento dei diritti sindacali e di quelli fondamentali alla privacy e alla disconnessione. Le aziende devono investire sul diritto soggettivo alla formazione e assicurare la fornitura dei dispositivi tecnologici necessari. È infine indispensabile estendere allo smart working la disciplina su salute e sicurezza e tenere fermo il principio di adesione volontaria al lavoro agile da parte dei lavoratori. E’ su queste tematiche che si gioca il futuro di questa modalità di lavoro, ed è su questo che chiamiamo il Governo e le rappresentanze datoriali ad assumere impegni coerenti”, ha concluso Sbarra.
Smart working. Sbarra: “Riportare la materia nel solco della contrattazione, sì ad accordo quadro per difendere diritti e rilanciare produttività”
Smart working. Sbarra: “Riportare la materia nel solco della contrattazione, sì ad accordo quadro per difendere diritti e rilanciare produttività”
“Lo smart working – ha aggiunto – se ben implementato è un’ottima occasione per rilanciare efficienza d’impresa, benessere del lavoratore, sostenibilità ambientale. Opportunità che però, sia nel privato che nel pubblico, non possono essere colte da una legge indifferenziata che impone soglie massime o deroghe che permettono alle imprese di operare unilateralmente. In vista della fine del regime di emergenza, prevista il 15 ottobre, dobbiamo arrivare a un’intesa concertata tra Governo, Sindacato e Imprese per stabilire saldi affidamenti reciproci da attuare nei luoghi di lavoro attraverso la contrattazione nazionale, aziendale e territoriale. Linee che riguardano, tra l’altro, la difesa del salario, chiari limiti sull’orario massimo di lavoro, il riconoscimento dei diritti sindacali e di quelli fondamentali alla privacy e alla disconnessione. Le aziende devono investire sul diritto soggettivo alla formazione e assicurare la fornitura dei dispositivi tecnologici necessari. È infine indispensabile estendere allo smart working la disciplina su salute e sicurezza e tenere fermo il principio di adesione volontaria al lavoro agile da parte dei lavoratori. E’ su queste tematiche che si gioca il futuro di questa modalità di lavoro, ed è su questo che chiamiamo il Governo e le rappresentanze datoriali ad assumere impegni coerenti”, ha concluso Sbarra.
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