«Il 19 luglio 1992 è una ferita ancora aperta nella storia della Repubblica. Quel giorno, nella strage di via D’Amelio, furono uccisi Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta. Ma dalla violenza feroce di Cosa Nostra nacque anche una straordinaria reazione civile, capace di unire il Paese nella difesa della legalità e della democrazia». È quanto sottolinea oggi la Segretaria Generale della Cisl Daniela Fumarola in occasione dell’anniversario della strage di Via D’Amelio .
«A 34 anni da quella tragedia, ricordare non significa soltanto commemorare. Significa trasformare la memoria in responsabilità, presenza, impegno quotidiano contro ogni mafia, ogni forma di illegalità, caporalato, sfruttamento e ricatto criminale.
È l’impegno che la CISL porta avanti nei territori e nei luoghi di lavoro, accanto alle persone più fragili ed esposte, promuovendo dignità, giustizia e libertà. Perché l’esempio di Paolo Borsellino continui a vivere nelle nostre scelte e nel coraggio di non voltarci mai dall’altra parte», conclude la leader Cisl.









