Firenze, 4 Febbraio 2019 . “Se il Gruppo FS ci tiene davvero a dare più qualità al servizio, prendendosi cura dei propri clienti, deve cambiare decisamente passo, non basta certo un box informativo buttato nel mezzo degli atri di stazione o qualche ferroviere che gira nelle stazioni con un tablet per vendere biglietti.”E’ il giudizio del segretario generale della Fit-Cisl Toscana, Stefano Boni, sul ‘nuovo modo’ di fare accoglienza e assistenza al cliente lanciato a novembre scorso da FS, rivolto in particolare ai treni regionali.“Dopo due mesi è già evidente che le novità introdotte non bastano per migliorare la qualità del servizio, che comincia ben prima di salire sul treno” dice Boni. “In questi anni nelle stazioni si sono via via persi punti di riferimento importanti, a cominciare dalle sale d’attesa, sostituite dai più disparati esercizi commerciali, che non svolgono certo la stessa funzione: un punto di appoggio, riscaldato o climatizzato, prezioso soprattutto per le famiglie, i bambini, le persone anziane o fragili; un posto sicuro dove attendere il proprio treno; un posto che ora non c’è più, perché per sedersi nelle stazioni ci sono solo pochi posti, in luoghi aperti, quindi freddi o caldi, come atri, corridoi o lungo i binari.”Boni cita ad esempio la stazione di Firenze Santa Maria Novella, dove “il deposito bagagli è stato spostato in un angolo remoto della stazione e per trovarlo devi fare mille domande, sono stati ridotti al minimo gli sportelli biglietteria, chiuso l’ufficio ‘informazioni e assistenza’ che è stato dirottato su uno sportello di biglietteria ‘polifunzionale’, per accedere al quale i disabili debbono fare una gincana, perché lungo il passaggio principale c’è una macchinetta self service della concorrenza.” “Per migliorare la qualità – continua il segretario Fit – va bene assumere nuovo personale, ma non può esser fatto con contratti interinali o a tempo determinato, che danno un’immagine di precarietà del servizio. Non va bene neanche la creazione di nuovi desk e box informativi nel mezzo degli atri di stazione e nemmeno i ferrovieri che girano nelle stazioni con un tablet per vendere biglietti ‘al volo’.”“Se si vuole offrire un servizio di qualità e maggiore sicurezza – conclude Boni – bisogna investire anche in locali idonei per tutti, dove si possano collocare i punti d’informazione e dove i viaggiatori possano aspettare il proprio turno o il proprio treno in un ambiente confortevole; e bisogna fare massicce assunzioni di personale in forma stabile, dando futuro ai giovani, partendo dalla dignità di chi lavora nelle stazioni. Solo così si danno segni nuovi e si dimostra che le FS hanno cambiato strategia, mettendo al centro i propri dipendenti e i viaggiatori.”
Toscana. Boni (Fit Cisl): “FS. Ripartire dall’attenzione al cliente”
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