La Cisl non può riconoscersi in una parola d’ordine come ‘neutralità attiva’, che in tutta la sua ambiguità rischia di mettere sullo stesso piano vittime e carnefici, oppressi e oppressori. Per questo, nostro malgrado, oggi non saremo a piazza San Giovanni con le nostre bandiere”. È quanto sottolinea oggi in una lettera al Corriere della Sera il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra. “La folle aggressione russa all’Ucraina porta nel cuore dell’ Europa una guerra imperialista con potenziali esiti catastrofici. Sono migliaia i caduti civili sotto le bombe di Putin, tra cui tante donne e tanti bambini. Centinaia di migliaia i profughi che si ammassano ai confini del Paese”, aggiunge il leader Cisl. “La Cisl è per la pace e con il popolo Ucraino, senza se e senza ma. Una pace che non basta declamare, ma che va costruita supportando i lavoratori, gli studenti, i pensionati, le donne e gli uomini vittime di chi vorrebbe negare l’identità di un popolo, spezzarne l’unità e privarlo della libertà. L’Europa stessa è sotto attacco, con i suoi valori di libertà e di democrazia. Ecco perché al punto in cui siamo la testimonianza da sola non può bastare. Tanto più se rischia di essere inquinata da pregiudizi che sottintendono una sostanziale equidistanza tra le parti in guerra”, continua Sbarra. “La Cisl sostiene le azioni e le sanzioni messe in campo dall’Europa e dal nostro Governo in aiuto dei rifugiati e della popolazione civile. Chiediamo unità e determinazione da parte di tutta la comunità internazionale perché si arrivi al cessate il fuoco, al ritiro delle truppe di Mosca, restituendo pieno ruolo alle diplomazie. Una solidarietà vera, tangibile, richiede non certo la neutralità, ma la militanza e la partecipazione attiva delle articolazioni sociali per aiutare concretamente uomini, donne, uomini e soprattutto bambini che in questo momento hanno bisogno di un supporto urgente e tangibile. È la ragione per cui la Cisl sta attivando un fondo di solidarietà che permetta ai lavoratori italiani, alle nostre imprese, a tutti i cittadini di dare il proprio contributo per la realizzazione di programmi umanitari e di aiuti a profughi e famiglie vittime di questo conflitto. Un primo passo di un cammino a cui vorremmo si unissero Cgil, Uil e tutte le associazioni datoriali”. conclude il leader Cisl
Ucraina. Sbarra: “No alla piazza neutrale. Sostenere il popolo ucraino anche con aiuti umanitari”
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