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Veneto. “Continuare l’8 marzo”: convegno pubblico sul contrasto alla violenza e alla disuguaglianza di genere

13 Aprile 2026 | Dai Territori > Veneto

Veneto. “Continuare l’8 marzo”: convegno pubblico sul contrasto alla violenza e alla disuguaglianza di genere

13 Aprile 2026 | Dai Territori > Veneto

La Giornata internazionale della Donna di Cgil, Cisl e Uil non si ferma all’8 marzo e arriva fino a Padola, dove, mercoledì 15 aprile alle 18.00 nella Sala della Regola di Padola in Largo Calvi, si svolgerà un convegno pubblico sul contrasto alla violenza e alla disuguaglianza di genere organizzato in collaborazione con la Regola e l’associazione Sot Narla di Padola di Comelico Superiore.

Dopo l’incontro con l’artista Anarkikka e gli studenti e le studentesse del Calvi-Dolomieu di Longarone e il confronto a Belluno sul disegno di legge sulla riforma dell’articolo 609 bis del codice penale sulla violenza sessuale e la direttiva europea sulla parità salariale, prosegue il percorso di approfondimento e confronto avviato da Cgil, Cisl e Uil sui temi della parità di genere nel lavoro, della qualità dell’occupazione femminile e della piena tutela dei diritti delle lavoratrici.

L’iniziativa, aperta al pubblico e alla cittadinanza, sarà un momento di riflessione su trasparenza retributiva, violenza di genere, parità salariale, contrasto al gender pay gap, temi centrali nell’azione sindacale e per la qualità dello sviluppo del Paese.

Il convegno sarà aperto dall’introduzione di Nunzio Pocchiesa, presidente della Regola di Padola. Seguiranno gli interventi di Flavia Monego, Consigliera di parità della Provincia di Belluno, Anna Cubattoli del Centro Antiviolenza Belluno Donna, Denise Casanova, segretaria generale di Cgil Belluno, Sonia Bridda, segretaria regionale Uil Veneto, e Roberta Barbieri, segretaria Cisl Belluno Treviso.

“Il cammino verso la parità di genere ad ogni livello è ancora lungo – spiegano Casanova, Barbieri e Bridda – e unitariamente abbiamo avviato un percorso condiviso e prolungato nel tempo: continuare l’8 marzo significa impegnarsi ogni giorno per contrastare le disuguaglianze e la violenza, le ingiustizie e i soprusi. Siamo consapevoli che si tratta di un percorso lungo e complesso, ma va affrontato collettivamente per alimentare un cambiamento culturale profondo e duraturo. L’emancipazione e la battaglia per i diritti non possono che partire dall’informazione e dalla condivisione”.

Scelta non casuale quella di individuare Padola come paese ospitante dell’iniziativa. Padola è infatti una delle Regole del Comelico che, nel 2017, ha modificato il proprio statuto per parificare i diritti tra uomini e donne, consentendo a queste ultime l’ingresso nell’anagrafe delle famiglie regoliere e adeguando dunque la gestione del patrimonio collettivo alle norme di parità di genere. Le donne sono dunque iscritte, con le stesse modalità degli uomini, nell’anagrafe delle famiglie regoliere.

“La nostra Regola ha intrapreso da tempo un percorso concreto di aggiornamento – dichiara Nunzio Pocchiesa, presidente della Regola di Padola -. Dal 2017 le donne sono pienamente inserite nello Statuto e godono degli stessi diritti degli uomini. Storicamente la loro esclusione non nasceva da una discriminazione di genere nel senso moderno del termine, ma da meccanismi antichi legati alla tutela del patrimonio collettivo. Adeguare questi Statuti non è semplice, perché significa confrontarsi con tradizioni secolari profondamente radicate. La sfida è trovare il giusto equilibrio tra il rispetto della storia e la necessità di stare al passo con i tempi, con una società che cambia e anche con orientamenti giuridici chiari, come quelli espressi dalla Corte di Cassazione. Tutto questo senza stravolgere l’identità delle Regole e mantenendo efficace la gestione collettiva del patrimonio locale. Anche per questo ospitare un confronto sui diritti delle donne all’interno della sala della Regola assume un significato ancora più forte: in luoghi dove per secoli uomini e donne non hanno avuto lo stesso peso decisionale, aprire oggi una riflessione condivisa significa lanciare un segnale concreto di cambiamento”.

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